Berna boccia la Lega Ticinesi «I frontalieri non si toccano»

LAVENA PONTE TRESA I frontalieri non si toccano. Parola del Consiglio federale elvetico. Il governo svizzero, infatti, ha proposto di respingere le due mozioni presentate da Lorenzo Quadri e Roberta Pantani che puntavano invece a limitarne la presenza nei settori produttivi del Canton Ticino. Due le misure richieste: vantaggi per le imprese che assumono personale residente in Svizzera e contingentamento. I due deputati leghisti proponevano, infatti, di inserire «tra i criteri di aggiudicazione degli appalti pubblici una clausola relativa alla presenza nell’organico di personale residente». Ma secondo Berna «questo tipo di criterio non potrebbe essere accettato perché contravverrebbe al principio di parità di trattamento di tutti gli offerenti, nazionali ed esteri, sancito da accordi». I parametri di cui la Confederazione tiene conto in fase di selezione riguardano solo «l’idoneità dell’offerta e i relativi costi». Per quanto riguarda invece il contingentamento dei lavoratori frontalieri in Ticino, il

Consiglio federale ricorda «che secondo l’accordo sulla libera circolazione delle persone, ai lavoratori frontalieri non è applicabile alcun limite quantitativo». Ma non solo. Perché il governo, pur riconoscendo «le problematiche relative al crescente volume di frontalieri nelle regioni di confine», ha voluto sottolineare anche gli aspetti positivi. La libera circolazione, fanno sapere da Berna, «ha aumentato il potenziale di crescita dell’economia svizzera e contribuito alla stabilità della crescita economica e occupazionale negli ultimi anni, permettendo a cantoni come il Ticino di poter reclutare personale estero». Ovvero i frontalieri.Nei cui confronti il Governo federale non intende a questo punto mettere limiti. Che oltre ad essere contrari ai trattati di libera circolazione con l’Unione europea, peraltro ratificati dal referendum sottoposto alla volontà del popolo svizzero, sarebbero addirittura controproducenti per l’economia. La posizione del Consiglio federale, chiarissima, segna così in pochi giorni il secondo atto formale in favore dei Varesotti.

s.bartolini

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