Bertolucci a Cannes: “Io e te”, la mia rinascita

di Nicola Falcinella

C’è tutto Bernardo Bertolucci in “Io e te”, il suo ritorno dopo nove anni lunghi e tormentati dietro la macchina da presa. Il film è presentato il 23 maggio fuori concorso al Festival di Cannes e sarà in autunno sugli schermi italiani. La storia è tratta dal romanzo di Niccolò Ammaniti (pubblicato due anni fa, da Einaudi, 116 pagine, 10 euro), che è anche co-sceneggiatore, con alcune variazioni nel finale. Lorenzo e Olivia, fratello quattordicenne e sorella con una decina d’anni di più, restano chiusi in una cantina per una settimana. Il ragazzo si è nascosto per non andare in settimana bianca con i compagni. Lei, tossicodipendente, lo trova per caso e resta con lui. In pochi giorni i fratelli

(hanno madri diverse, vivono lontani) imparano a conoscersi. Un bel grande piccolo film con le tentazioni incestuose ricorrenti in Bertolucci, trovate di regia da antologia (un flash back che parte da Lorenzo che si avvolge nella tenda come se riavvolgesse un anno di vita), riprese di temi dei lavori precedenti, sogni ed animali simbolici, quasi magici. La cantina è come una bolla per rinascere, sembra la stanza di “The Dreamers”, ma fuori non c’è nessuna rivoluzione. A Cannes ieri c’era anche il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi, che ha salutato Bertolucci e garantito l’impegno a non tagliare i fondi alla cultura. Tra le star Brad Pitt senza Angelina Jolie, mentre Ken Loach ha molto divertito con l’ottimista “The Angel’s Share”.

v.fisogni

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