Bilancio ridotto all’ossoA Gallarate è austerity

Un bilancio ridotto all’osso, con 11 milioni in meno rispetto a quello dello scorso anno, difficile da elaborare e complesso da gestire: le casse sono a secco, e a gallarate si deve dire addito alle opere pubbliche. Lo ha presentato l’assessore alle Finanze Carlo Bonicalzi in commissione, raccomandando che «si dovrà tenerlo sotto controllo giorno per giorno». Quest’anno il pareggio è stato fissato a 68 milioni di euro. Importo comunque significativo, ma che porta una riduzione del 14 per cento rispetto allo scorso anno. Ora, «non abbiamo inserito i fondi per i servizi sociali finanziati dalla Regione attraverso i piani di zona, perché ancora l’importo non è stato fissato», ha sottolineato l’assessore. Altro elemento di incertezza i trasferimenti statali a compensazione dell’abolizione dell’Ici sulla prima casa. Tutto questo significa che l’importo totale della manovra è destinato

a salire. Ma rimane il fatto che, nella stesura del documento contabile, si è dovuto tagliare. In qualche caso con il bisturi, in altri con l’accetta. Un esempio arriva dagli stanziamenti legati agli investimenti, ovvero alle opere pubbliche. Lo scorso anno in questo settore vennero spesi 20 milioni, nel 2009 la previsione parla di poco più di nove. La buona notizia, per i contribuenti gallaratesi, è che l’amministrazione ha scelto di agire sul taglio delle spese invece che sull’aumento delle imposte. Ici, Tarsu e addizionale Irpef rimangono infatti invariate rispetto allo scorso anno. Il preventivo 2009 verrà lunedì 23 febbraio in consiglio comunale, mentre ai primi di marzo tornerà a riunirsi la commissione per valutare eventuali emendamenti e per discutere le applicazioni della mozione, presentata dal Pd, modificata ed approvata all’unanimità, contro la crisi economica.

f.tonghini

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