Bin Laden/ Siti jihadisti minacciano: “La vendetta è vicina”

Bin Laden/ Siti jihadisti minacciano: “La vendetta è vicina”

Roma, 2 mag. (TMNews) – Tanti musulmani in queste ore si interrogano sulla credibilità dell’annuncio fatto dal presidente americano Barack Obama dell’uccisione avvenuta in Pakistan di Osama bin Laden. Certi della morte invece sembrano essere proprio i militanti jihadisti, ispirati dal leader di al Qaeda, che annunciano vendetta e la ripresa in grande di stile degli attacchi contro gli Usa e i suoi alleati.

Per il sito jihadista “Shabaket Ansar al Mojahedin”, “Bin laden è stato un grande combattente, la nostra luna, e ha fatto soffrire gli Stati Uniti”. “Al nostro nemico, aggiunge l’autore del testo, “annunciamo che la vendetta è vicina e a tutti coloro che ora credono la guerra santa sia finita (con bin Laden), diciamo con forza che si sbagliano. Aspettate e vedrete”. Un altro sito web usato dai qaedisti “Assad al Jihad” (Il Leone del Jihad), scrive sulla sua homepage che “la morte del cavaliere dell’Islam (Osama bin Laden) rafforza la nostra determinazione, ci rende più forti e pronti a colpire più a fondo”.

Il web oggi è il palcoscenico sul quale si esibiscono a colpi di dichiarazioni infuocate alcuni degli esponenti della “guerra santa globale”. Con dichiarazioni apparse su più siti, lo sceicco Hassan Taher Ewais, leader dei somali “Shebab al Mohajedin”, ha affermato che “Osama bin Laden ha ottenuto ciò che desiderava, morire da shahid (martire)”. La sua uccisione, ha spiegato, “non spegne il jihad

ma lo renderà più nobile e intenso”. Dal Cairo è intervenuto in rete anche Tareq Zomor, uno dei leader storici del Jihad islamico, condannato (e scarcerato da poco più di un mese) per l’assassinio del presidente Anwar Sadat nel 1981. “Se in passato abbiamo denunciato le azioni di al Qaeda contro i civili, oggi denunciamo anche l’assassinio di bin Laden. E’ un crimine”, ha detto.

Non potevano rimanere in silenzio i qaedisti libanesi, tra i più accaniti sostenitori della guerra all’Occidente e agli “apostati sciiti”. “Il capo di al Qaeda si lascia alle spalle una generazione di mujahedin (combattenti della fede)”, ha detto al sito del quotidiano “Daily Star” di Beirut, lo sceicco Omar Bakri, un portavoce di al Qaeda fuggito dalla Gran Bretagna per evitare l’arresto e da anni rifugiato a Tripoli del Libano, in particolare nel quartiere di Abu Samra roccaforte libanese del salafismo (la rigida corrente islamica alla quale aderiva anche bin Laden). “Era il leone della guerra santa – ha commentato Bakri – l’Amministrazione Obama oggi gioisce per la morte di bin Laden perché vuole nascondere la realtà della sua sconfitta nella battaglia contro al Qaeda, che non tarderà a compiere la sua vendetta”.

Più moderate, in apparenza, le dichiarazioni fatte allo stesso sito dallo sceicco Daie al Islam al Shahal, fondatore del movimento salafita in Libano. “Non accettavo tutta la strategia di bin Laden ma la sua uccisione non farà gli interessi degli Stati Uniti, al contrario darà più forza a coloro che si oppongono alla politica americana e che risponderanno alla loro maniera”, ha previsto al Shahal sottolineando che “resistere agli Usa è corretto dal punto di vista religioso”.

Infine sempre dal Libano l’imam della moschea “al Quds” di Sidone ha elogiato Osama bin Laden che, a suo dire, ha saputo “colpire al cuore dell’America”.

Nti

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google