VARESE Il sindato Attilio Fontana – rieletto lunedì al secondo turno con il 53,9 per cento dei consensi – vuole, e lo ha detto chiaramente, una nuova politica. I partiti della sua maggioranza sono, però, al momento impegnati nel solito scontro interno (ed esterno) per la composizione della giunta. Gli incontri tra le segreterie inizieranno nelle prossime ore e, insieme, Lega e Pdl discuteranno innanzitutto della distribuzione delle deleghe. Ma il primo cittadino leghista ha già detto la sua ed entro due settimane ha chiesto di avere i nomi. E qui iniziano i problemi di equilibrio. La Lega potrebbe tentare di rivendicare quattro assessorati, in virtù del risultato che li vede poco meno di mezzo punto sotto il Pdl. Ma la partita è difficile, e se l’Udc avrà un assessore, la Lega per forza di cose si ritroverà relegata a quota tre. Molto probabile la riconferma di Fabio Binelli, che dovrebbe tornare alla guida dell’urbanistica. Quattro nomi in ballo invece per gli altri due posti: il direttivo cittadino ha indicato il segretario Carlo Piatti e l’uscente Gladiseo Zagatto. Ma si parla anche di Emanuele Monti e dell’ex presidente di circoscrizione Fabrizio Nova. Meno probabile, ma sempre nell’elenco dei papabili, il nome del neoconsigliere Alberto Roggia. C’è anche il Sergio Ghiringhelli, “candidato” al quarto assessorato, che potrebbe essere indicato dal
Carroccio come presidente del consiglio comunale. C’è poi la questione dei centristi: un assessorato su nove dovrebbe andare a Mauro Morello. Nel caso, però, non si riuscisse ad arrivare alla quadra in tal senso – e Morello venisse indicato per il ruolo di presidente del consiglio comunale – il Pdl sarebbe pronto a rivendicare sei assessorati. Così la divisione tra correnti nel partito di Berlusconi: per l’area ciellina, due posti, che andrebbero all’assessore uscente al turismo Enrico Angelini (ricandidato per lo stesso ruolo), e al consigliere rieletto Piero Galparoli. In alternativa a Galparoli c’è il segretario cittadino del Pdl Aldo Colombo, restio al momento ad accettare il ruolo per impegni di lavoro. Un assessorato spetterebbe poi agli ex An, nella figura dell’ex consigliere Stefano Clerici. Clerici dovrebbe essere riuscito a spuntarla sull’ex assessore allo sport Sarah Nidoli, che potrebbe tornare in pista nel caso al Pdl spettassero 6 assessori, e se si volesse tutelare una quota rosa in una giunta al maschile. Gli altri due posti dovrebbero invece essere suddivisi tra l’area laica e quella che fa capo al senatore Antonio Tomassini. Per l’area laica lo spareggio sembrerebbe tra Ciro Grassia e Fabio D’Aula, con Roberto Puricelli come terza possibilità, dal momento che potrebbe essere invece indicato come presidente del consiglio. Come ultimo assessore, l’ex vicesindaco Giorgio De Wolf.
s.bartolini
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