Blitz interforze in tutto il territorio provinciale: controllati contemporaneamente 50 centri massaggi.
La piaga è quella del lavoro irregolare: il controllo straordinario che ha visto in campo polizia di stato, carabinieri, guardia di finanza, direzione provinciale del lavoro e ispettorato del lavoro, ha fruttato 11 provvedimenti di sospensione dell’attività e due provvedimenti di cessazione di attività esercitata abusivamente.
«Oltre il 20% degli esercizi controllati – ha spiegato il prefetto di Varese , la prefettura ha coordinato l’attività – è risultato non in regola. Soprattutto per la presenza di lavoratori in nero: sospensioni e cessazioni di attività scattano quando il numero di lavoratori non in regola è pari o supera il 20% della totalità dei dipendenti dell’attività».
Zanzi ha inoltre precisato che i centri massaggi, in realtà centri benessere, «sono un fenomeno del tutto nuovo e appannaggio di un’etnia esclusiva: nella loro totalità sono gestiti da cinesi. Il controllo – ha proseguito il prefetto – ha avuto una funzione di monitoraggio di questo fenomeno, ma vuole anche chiarire che chiunque deve operare nel pieno rispetto della legge». L’operazione è frutto anche «di un’esigenza sociale – ha detto il questore – Molti sindaci dei comuni della provincia hanno segnalato la presenza di questi centri. Centri frequentati anche da giovani. Di qui l’esigenza di controllare cosa accadesse realmente».
Questi centri, e lo dicono le operazioni condotte in passato in provincia, nascondono spesso attività legate allo sfruttamento della prostituzione: «In un solo caso – ha spiegato , comandante del reparto operativo provinciale dei carabinieri – è stata rilevata una situazione di questo cenere. L’esercizio della prostituzione era in corso al momento dell’accesso. Ed è scattata la denuncia per sfruttamento».
Il dubbio che le attività possano nascondere altro resta: «La clientela è composta quasi esclusivamente da uomini di ogni età – ha aggiunto Messina – Allo stato, però, sono emerse situazioni di irregolarità, ma non collegate alla prostituzione». Si parla di lavoro irregolare: «In tutto sono 17 i lavoratori non in regola scoperti attraverso il controllo – ha detto , responsabile dell’ufficio di direzione provinciale del lavoro – E un solo lavoratore è risultato essere clandestino».
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