VARESE Se tutte le strade portano a Roma, quelle che tornano in Padania sono le meno frequentate. Ed è così che l’ipotesi, ventilata dal neoleader della Lega Roberto Maroni, di abbandonare gli scranni romani non trova subito un fronte unito. La sezione di Varese nel documento programmatico che porterà al congresso nazionale d’inizio giugno ha elaborato infatti una proposta “alternativa” che non comporta il necessario abbandono della capitale. «È un’idea che aveva lanciato a suo tempo il giornalista Daniele Vimercati – racconta il segretario di sezione Marco Pinti – ovvero quella di mandare a Roma i parlamentari ma di tenerli sempre sotto controllo». In pratica farli dormire tutti in un unico residence e poi accompagnarli in Parlamento con un pulmino. Insomma, nessuna occasione di svago o “dolce vita”. «Il problema – ammette Pinti – è impedire che, come è successo, i parlamentari si romanizzino. Mentre sull’ipotesi di non presentarsi alle politiche, può essere una buona idea, che verrà valutata durante i congressi».«L’ipotesi sarà vagliata durante il congresso nazionale, ma soprattutto quello federale» si limita a dire l’ex sindaco di Buguggiate, Alessandro Vedani. «Per
quanto riguarda le cariche parlamentari, la prima cosa che mi sembra importante fare è quella di porre, nel nuovo statuto, il vincolo dei due mandati consecutivi. In questo modo la permanenza a Roma è limitata e i nostri deputati evitano di ammalarsi di “romanite”».L’altra mozione alla quale sta lavorando Vedani riguarda l’incompatibilità tra familiari nelle cariche di partito. «Non deve più succedere che un parente prossimo di chi ricopre un ruolo dirigenziale possa avere accesso a cariche altrettanto importanti. E non mi riferisco solo alla famiglia Bossi, perché c’erano molti altri casi». Più deciso invece il sindaco di Varese Attilio Fontana. «Bisogna cercare di capire come mettere in pratica questa o altre ipotesi – suggerisce Fontana – c’è anche quella di fare come alcuni movimenti autonomisti in Spagna, dove i parlamentari si fanno eleggere e poi non partecipano ai lavori rimanendo sul territorio. Sono soluzioni che vaglierà il nuovo segretario federale».Mentre il sindaco di Morazzone Matteo Bianchi plaude all’idea: «Sono favorevole, si tratterebbe di seguire l’esempio della Csu bavarese, che si presenta solo nel lander, mentre a livello federale dà il sostegno alla Cdu.
s.bartolini
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