Boldi, dalla corsa con la fiamma alla corsa ai ripari

Una battuta sopra le righe costa al comico il ruolo di tedoforo. La Fondazione Milano-Cortina lo esclude: “non in linea con i valori olimpici”.

La fiaccola olimpica è passata, ma senza Massimo Boldi. Il giorno dopo l’esplosione del caso mediatico, l’attore milanese si ritrova a fare i conti con una scelta che lo ha bruciato più di quanto avrebbe immaginato: i suoi seicento metri da tedoforo, già annunciati, sono stati cancellati prima ancora di iniziare.

A far scattare l’alt è stata un’intervista al Fatto Quotidiano. Boldi, con il suo consueto tono scanzonato, aveva ammesso di non essere certo un modello di atleta, aggiungendo poi una battuta colorita su quali fossero, a suo dire, le sue vere “specialità”. Parole che hanno provocato una reazione immediata della Fondazione Milano Cortina 2026, ente che lo aveva inizialmente selezionato.

Nel comunicato ufficiale si sottolinea come portare la fiamma non sia solo un onore, ma anche una responsabilità: chi viene scelto deve incarnare e promuovere rispetto, unità e inclusione. Principi che, secondo l’organizzazione, l’uscita di Boldi avrebbe contraddetto.

L’attore non ha cercato lo scontro. Ha preferito chiedere scusa, riconoscendo che quella che voleva essere una battuta leggera si è rivelata fuori luogo e offensiva, oltre che incompatibile con lo spirito olimpico. Resta il fatto che, per questa volta, il suo ruolo nei Giochi invernali si ferma qui, lontano dalla fiaccola che avrebbe dovuto portare.