Milano, 12 set. (Apcom) – Funerali di Stato, diretta tv a largo
spettro (Raiuno, Retequattro, Sky e Telenova) e tanti personaggi
dello spettacolo e delle istituzioni attesi tra i quali il
premier Silvio Berlusconi. Le esequie di Mike Bongiorno, in
programma oggi alle 10 nel Duomo di Milano, si annunciano come
un grande evento in grado di coinvolgere decine di migliaia di
persone. Un onore, quello concesso da una delibera del Consiglio
dei Ministri, che nel recente passato era toccato, per un
personaggio dello spettacolo, solo a Alberto Sordi e a Luciano
Pavarotti. A Milano si ricorda però ancora la messa di suffragio,
né funerale né tantomeno di Stato, in ricordo di Gianni Versace.
Il giorno dopo una parte del mondo cattolico storse il naso per
quella funzione che portò nella cattedrale stilisti e cantanti,
principesse e modelle. Naomi Campbell scoppiò in lacrime, Elton
John e Sting salutarono l’amico intonando un salmo. C’era anche
lady Diana, ma molti notarono soprattutto il distacco dei
milanesi da quelle star dello spettacolo. Oggi sarà molto
diverso perché Mike Bongiorno era anzitutto un personaggio
popolare e molto legato alla propria città. Tra i cittadini che
ieri sono passati dalla Triennale alla Camera ardente c’è però
anche chi ha manifestato qualche perplessità di fronte alla
scelta dei funerali di Stato.
Con grande delicatezza, senza alcun intento polemico, e sottolineando di non voler “togliere nulla” a un “grande amico che ci ha tenuto compagnia per tanti anni” e a un “personaggio che ha fatto la televisione”, hanno ricordato che le ultime esequie solenni nella cattedrale di Milano erano state celebrate (il 29 ottobre
2008) per una figura storica: Delfino Borroni, l’ultimo reduce della Prima guerra mondiale, scomparso a 110 anni. Ieri sono state ancora centinaia le persone che hanno reso omaggio al re del telequiz, dal presidente di Mediaset Fedele Confalonieri al vicepresidente Pier Silvio Berlusconi, da don Antonio Mazzi, al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni.
L’omaggio più toccante è stato però quello di Rosario Fiorello.
“Mi mancherà moltissimo, non eravamo come padre e figlio – ha
detto lo showman – ma due pischelli e facevamo veramente cose da
ragazzini che non si sanno e non si possono dire: più che un
amico d’arte era un compagnetto”. Fiorello si è intrattenuto per
circa un’ora e mezzo con i familiari del celebre presentatore e
ha ricordato che “quando dovevamo girare gli spot ci si sentiva
per telefono e si discuteva su come vestirci e ci preparavamo al
gioco passando interi giorni a cazzeggiare”.
Asa-Alp
MAZ
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