VARESE Nel consiglio provinciale straordinario sulla crisi di Malpensa, ieri pomeriggio a Villa Recalcati, il presidente della Sea Giuseppe Bonomi lancia dure accuse a chi ha affossato l’hub e avverte: «Se non si esce dalla politica dell’annuncio, non vedo un futuro luminoso per questo Paese», dichiara Bonomi al consiglio provinciale annotando i deficit infrastrutturali per l’accessibilità all’aeroporto.
Nel 2007 Malpensa è stato l’aeroporto cresciuto maggiormente in Europa con un +16,2% contro il +5% degli altri scali (oltre a risultare il più puntuale e il migliore sul fronte delle merci). Poi l’inizio della crisi dettata dall’abbandono da parte di Alitalia, annunciato ad agosto 2007 con un piano industriale della ex compagnia di bandiera e avvenuto poi di fatto con la stagione estiva dei voli, a fine marzo 2008. Risultato: da 1.238 voli alla settimana, si è passati a 153 voli con la fine di ottobre 2008 e ai 180 attuali. «Un piano scellerato», ricorda Bonomi ai consiglieri, «che ha portato a un evento traumatico, come se nella vostra vita fosse cambiato qualcosa dalla sera al mattino. Uno tsunami che l’anno scorso ha dato una contrazione dei ricavi per 60 milioni di euro, 5milioni e 400 mila passeggeri in meno tra Linate e Malpensa e a una riduzione anche del traffico merci del 14% con 69.000 tonnellate in meno movimentate a Malpensa».
«Siamo andati noi a bussare alle porte delle compagnie aeree – rincara – ed è grazie a questo lavoro che l’anno scorso abbiamo avuto 3milioni e 100mila passeggeri in più serviti da altri vettori, a fronte di una perdita di 7milioni e mezzo di clienti Alitalia a Malpensa. Inoltre 639 nuovi voli, 9 destinazioni recuperate e 7 create ex novo, 15 nuove compagnie operanti qui. Si magnifica il collegamento ferroviario con la stazione Centrale ma da lì a Malpensa ci vorranno 55 minuti, come fare Bologna-Milano con l’Alta velocità».
Bonomi però non si scoraggi: «Grazie alla partnership strategica tra Sea e Lufthansa, Malpensa entrerà nel sistema multihub del vettore tedesco. Tutto il resto sono chiacchiere».
e.romano
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