Bonus bebè a VareseQuattro rinvii a giudizio

Bonus bebè a VareseQuattro rinvii a giudizio

Sono tornati indietro dalla Cassazione i proscioglimenti pronunciati dal tribunale di Varese in materia di bonus bebè e di truffe allo Stato: giovedì il giudice Giuseppe Fazio, ha rinviato a giudizio quattro extracomunitari con questa ipotesi di reato e quella di false dichiarazioni, al fine di ottenere appunto i mille euro elargiti dal governo tra il 2005 e il 2006. La procura di Varese, e in particolare il pm Agostino Abate, aveva condotto un’inchiesta chiedendo il rinvio a giudizio per centinaia di stranieri, quasi tutti prosciolti però dal tribunale, che riteneva che la fattispecie rientrasse nella più semplice ipotesi di indebita percezione di forniture pubbliche, reato depenalizzato per somme inferiori ai 2500 euro. Non così la Cassazione, che ha dato ragione alla procura di Varese e alla

procura generale che avevano impugnato alcuni di quei proscioglimenti. Ora i primi stanno tornando indietro, ed il tribunale, in osservanza all’orientamento espresso dalla Cassazione, rinvia a giudizio. Ieri mattina dunque sono stati esaminati quattro casi, ma sono già una sessantina quelli tornati con identico parere da Roma a Varese. L’ipotesi di accusa per tutti è che abbiano appunto fornito false dichiarazioni allo sportello postale, in merito in particolare al requisito fondamentale della cittadinanza italiana, al fine appunto di ottenere quei mille euro. C’è da dire che all’origine vi fu uno errore da parte della pubblica amministrazione che inviò a tappeto a tutte le famiglie dei nuovi nati, la lettera del presidente del consiglio con la quale appunto si annunciava che si aveva diritto alla riscossione della somma.

s.bartolini

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