Borghi salda la seconda rata «Alle Bettole stagione sicura»

Borghi salda la seconda rata
«Alle Bettole stagione sicura»

Ieri mattina il sindaco Attilio Fontana ha incontrato Guido Borghi, il patron della Società Varesina Incremento Corse Cavalli (la Svicc).

Parallelamente , l’allenatore autoaccusatosi del rogo delle Bettole, si è recato a Villa Recalcati e ha fissato un appuntamento con il prefetto : si incontreranno venerdì mattina per parlare del benessere dei cavalli.

Continua, dunque, su tutti i fronti, la vicenda dell’Ippodromo. Da una parte c’è Borghi che ha rassicurato il sindaco pagando la seconda rata della fidejussione e dicendo che «la stagione dell’Ippodromo si farà, perché la volontà è quella». E dall’altra le scuderie che sono senza corrente da lunedì, con problemi per artieri e cavalli.

Il sindaco, in questa vicenda, ha un ruolo da mediatore: sta ascoltando le persone coinvolte cercando di trovare la quadra che possa salvare l’ippodromo.

Ma non è semplice, perché tra allenatori e Borghi è “guerra”. Martedì sera la Svicc ha diffuso un comunicato con le iniziali dei nomi e dei cognomi dei morosi che occupano le scuderie senza pagare l’affitto (per un debito totale che secondo la Svicc ammonta a 400 mila euro). Gli allenatori hanno ribattuto dicendo che è la Svicc che non manda le fatture.

«Le fatture sono state emesse fino al 2012 – spiega – Ma non avendo riscosso gli importi fatturati per circa 200 mila euro non ci è sembrato il caso di fatturare l’anno 2013, rischiando di dover pagare l’iva per nulla».

Ricordiamo che, fatture sì, fatture no, gli allenatori da sempre sostengono di non voler pagare a causa del cattivo stato in cui versano le scuderie. La Svicc, dalla sua, sostiene che il mantenimento delle scuderie costa qualcosa come 150 mila all’anno. «Per due anni e mezzo la corrente è stata pagata, poi c’è stato un ritardo con i pagamenti, fino ad arrivare al punto che la corrente è stata staccata una prima volta – dice Borghi – Per rientrare nel debito abbiamo pagato subito una cifra nell’ordine di ventimila euro e ci siamo impegnati a saldare tutti gli arretrati, ma per metterci in linea abbiamo bisogno di due o tre mesi. Nonostante la nostra buona volontà a rientrare nei conti, la corrente è stata staccata ancora. Se le scuderie pagassero quando devono, il problema sarebbe risolto».

Borghi è scettico sull’esistenza di una cordata di imprenditori disposti a prendere in mano la gestione dell’ippodromo: «Se c’è qualcuno che vuole le mie azioni si faccia avanti, gliele venderei domani mattina. Ma agli azionisti bisogna dare le garanzie, cosa che in un settore come questo è difficile».

Sono tre anni che Borghi fa il presidente della Svicc rinunciando al “gettone”: «Se continuo a credere nell’ippodromo è per rispetto dei soci che hanno messo nelle azioni una valanga di soldi. Lasciare non sarebbe rispettoso prima di tutto nei loro confronti».

Il sindaco e Borghi si incontreranno ancora la settimana prossima.

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