Borsano e SacconagoEcco il calcio della pace

BUSTO ARSIZIO I chierichetti di Borsano e Sacconago scendono in campo per una sfida che unisce i due campanili. Il fischio d’inizio scatterà domani pomeriggio alle 15.30 nella palestra dell’oratorio sinaghino.

Dopo la partita di calcio contro i chierichetti di Santa Croce, la parrocchia della frazione di Busto si batte contro l’antico rione rivale. Se oggi, infatti, le due parrocchie stanno iniziando a  collaborare, in passato le divisioni erano ben marcate, anche perché  le identità dei due quartieri sono sempre state forti e sentite. Il patron della Famiglia Sinaghina, Giovanni Sacconago ricorda i tempi in cui i borsanesi non potevano nemmeno passare dalle strade di Sacconago per la paura che venisse rubato loro il pranzo per la giornata di lavoro: «I sinaghini erano un “carognetti” – racconta con ironia  – si dice che qualcuno di  fu costretto ad emigrare in America per sfuggire alla giustizia. Ma questi racconti appartengono al passato, adesso i rapporti sono più che buoni e vanno rafforzati». Fino al 1913 Borsano dipendeva dall’allora comune di Sacconago, inglobati entrambi alla città di Busto nel 1928. «I campanilismi appartengono ormai al passato – spiega don Mauro Magugliani, parroco di Borsano – ma hanno lasciato molti retaggi. A Sacconago c’è la Famiglia Sinaghina e da noi la gente tende ancora ad identificarsi come abitante di Borsano, proprio per le dimensioni della frazione e la presenza di un centro definito, un po’ isolato e trascurato dalla città».

Adesso, però, serve una svolta: «Sinaghini e borsanesi devono iniziare a cambiare mentalità e capire che sono parte integrante di Busto Arsizio». Questa è la prima sfida intrapresa da don Mauro. La seconda riguarda, invece, il dialogo tra parrocchie: «Tutta la città deve andare in questa direzione per meglio sfruttare le risorse – spiega il sacerdote – Un cambiamento che la chiesa ha esortato ad adottare per fare fronte alla carenza di clero. Stiamo cercando di creare aree omogenee per unire più parrocchie. Noi abbiamo da poco iniziato a camminare insieme a quella di Sacconago, è appena l’inizio, ma

c’è volontà di intenti». Questa unione è partita coinvolgendo le nuove leve. Il coadiutore sinaghino, don Alessandro Riboldi si occupa anche dei piccoli borsanesi, rimasti senza don nella pastorale giovanile. Nella frazione, nel fine settimana, è presente Giorgio Longo, seminarista a servizio dei ragazzi: «Quello di domenica – commenta il seminarista – è un evento, tra gioco e preghiera, che coinvolge il gruppo dei chierichetti tra i 10 e i 16 anni, per conoscersi e stare insieme attraverso lo sport». La prossima sfida vedrà in campo i chierichetti di della chiesa di Borsano contro quelli dei Santi Apostoli. Valeria Arini

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