Bossi: Accordi solo con chi vota federalismo. E Fini si dimetta

Bossi: Accordi solo con chi vota federalismo. E Fini si dimetta

Roma, 26 gen. (TMNews) – Il leader della Lega, Umberto Bossi, chiede le dimissioni del presidente della Camera, Gianfranco Fini, e stabilisce una volta per tutti che votare il federalismo è “condizione necessaria”, seppur non sufficiente, per accordarsi in futuro con il Carroccio. L’avvertimento ad alleati e opposizioni, soprattutto al terzo polo, che stamattina ha detto ‘no’ alla nuova fiscalità municipale, è chiaro: “Io – dice il Senatur in una lunga chiacchierata

con i giornalisti a Montecitorio – penso che il federalismo passerà e se non passa si vota, però vedremo se davvero non passerà. Perchè si vorrebbe far arrabbiare il Nord?”. E poi, aggiunge, se qualcuno vuole fare degli accordi con la Lega (a livello locale) “non è me che deve convincere, ma è la base, la nostra base” e non votare la riforma federale non è certo un buon modo di cominciare.

Per quanto riguarda invece il dibattito sul futuro del presidente della Camera, Bossi ritiene “opportuno” che Fini si dimetta ma, dice il Senatur indicando Marco Reguzzoni, l’attivissimo capogruppo a Montecitorio, “se ne occupano i miei”. In mattinata, infatti, proprio Reguzzoni aveva spiegato la linea del Carroccio: “aspettiamo dalla Giunta per il regolamento una risposta alla nostra domanda del 23 dicembre, risposta prima o poi dovrà arrivare. Per intanto, è bene che Fini faccia il presidente super partes”, perchè “nessuno è intoccabile”.

Infine, la questione Bondi, di cui oggi si votano due mozioni di sfiducia presentata dall’opposizione: resterà ministro? “Speriamo di sì”, risponde Bossi, che poi spiega che “non bisognava ridursi così. Hanno lasciato andare tutto in malora perchè pensavano che tanto poi il Nord gli avrebbe mandato i soldi. È stato un modo per spillarci soldi – ha aggiunto il leader del Carroccio riferendosi alle condizioni di degrado dei siti archeologici pompeiani costati a Bondi le mozioni di sfiducia – perchè non è possibile che in tanti anni nessuno si sia accorto che crollava tutto”.

Gic

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