Roma, 25 giu. (Apcom) – Come un ciclone. La nota del Quirinale si abbatte sul caso Brancher che già tante polemiche aveva suscitato negli ultimi giorni. Il cuore della discussione è la scelta del neoministro di chiedere il legittimo impedimento per il processo Antonveneta. In cinque righe il Colle sottolinea come l’impedimento invocato non ci sia, tanto che subito Idv e Pd chiedono le dimissioni di Brancher e preannunciano una mozione di sfiducia per il nuovo membro dell’esecutivo.
“In rapporto a quanto si è letto su qualche quotidiano questa mattina a proposito del ricorso dell’onorevole Aldo Brancher alla facoltà prevista per i ministri dalla legge sul legittimo impedimento – scrive il Quirinale – si rileva che non c’è nessun nuovo Ministero da organizzare, in quanto l’onorevole Brancher è stato nominato semplicemente ministro senza portafoglio”. Parole che colgono di sorpresa innanzitutto il diretto interessato che, contattato a caldo, si limita a replicare: “Non so niente, devo sentire. Non ne sapevo niente”.
Chi invece sembra avere le idee ben chiare è l’Italia dei valori. Antonio Di Pietro chiede “immediate dimissioni”, promette una mozione di sfiducia e si appella a tutte le forze politiche, Lega compresa, affinché la sottoscrivano. Via libera quasi immediato del Pd, per bocca di Dario Franceschini: “Chiediamo con forza le dimissioni e adotteremo tutte le iniziative parlamentari conseguenti d’intesa con gli altri gruppi di opposizione, ivi compresa una possibile mozione di sfiducia comune”.
I vertici del Pdl e della Lega per ora non si espongono. Diverso l’approccio dei finiani. Già stamane Fabio Granata aveva definito “inopportuna sul piano politico la procedura con cui si è arrivati da parte del nuovo ministro a chiedere il legittimo impedimento”. Tutto questo accade alla vigilia della ripresa del processo. Domani infatti il giudice Annamaria Gatto inviterà le parti a illustrare e discutere la richiesta di rinvio per legittimo impedimento continuativo presentata dai legali di Brancher, ma con ogni probabilità si riserverà di decidere per farlo all’udienza successiva, il prossimo 5 luglio.
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