Roma, 26 giu. (Apcom) – “Lo stop di Napolitano al legittimo impedimento di Brancher mi ha risollevato dalla delusione per la prematura esclusione dell’Italia dai mondiali del Sudafrica”. Lo scrive sul suo blog il presidente dell`Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.
“Aldo Brancher, ex dipendente Fininvest, ieri condannato per falso in bilancio e finanziamento illecito all`allora Psi e recluso a San Vittore, oggi indagato per appropriazione indebita e ricettazione – sottolinea l’ex Pm – è stato nominato ministro dal suo amico Berlusconi per beneficiare del legittimo impedimento. In questo modo, quindi, ha evitato di presentarsi questa mattina al tribunale di Milano, dove è imputato nel processo sulla scalata ad Antonveneta da parte di Bpi”.
“Ciò è possibile grazie alle leggi di questo Governo – spiega il leader dell`IdV – leggi su misura per una classe dirigente implicata nei più disparati procedimenti giudiziari. Il legittimo impedimento è una porcata. E non è solo la vergognosa vicenda Brancher a dirlo. Lo ripetiamo da tempo, e non a caso abbiamo promosso un referendum per abrogarlo.
Adesso se n’è accorta anche la Lega che abbaia comunque a testa bassa”. “La realtà è chiara a tutti – afferma – questa legge non ha senso, se non quello di bloccare il corso della giustizia. Diversamente, sarebbe il caso che il legittimo impedimento venisse esteso a tutti i cittadini che hanno impegni più o meno importanti”.
“Un impiegato che percepisce 1200 euro al mese ha sicuramente più obblighi rispetto a Brancher: se il primo non si presenta al lavoro per tre giorni viene licenziato. Se Brancher diserta il Parlamento per due settimane non gli succede niente. Non se ne accorge nessuno e continua ad essere retribuito a spese degli italiani”.
“Adesso Brancher ha un solo obbligo: dimettersi e farsi processare. Per questo, l’Italia dei Valori ha già pronta una mozione di sfiducia nei suoi confronti e ha chiesto un incontro urgente, a partire dall’inizio della prossima settimana, per concordare un unico testo insieme a tutto il Parlamento”. “In Italia bisogna riscoprire il senso etico – conclude Di Pietro -. Sono convinto che questo Paese non abbia bisogno di leggi come il legittimo impedimento. Le priorità e le necessità sono altre. Per ricominciare ad essere una nazione civile abbiamo soltanto una chance: mandare a casa non solo Berlusconi, che ormai è una parte del problema, ma tutti i suoi fiancheggiatori di governo”.
Gic
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