Roma, 14 mar. (Apcom) – Padre americano, madre brasiliana defunta
l’anno scorso; c’è anche il caso della custodia contesa del
piccolo Sean sull’agenda dell’incontro fra Barack Obama e Luis
Ignacio Lula da Silva, oggi alla Casa Bianca. Il presidente del
Brasile è il primo leader dell’America meridionale ad essere
ricevuto dal neopresidente americano, a testimonianza del peso
economico del grande paese.
Certo si parlerà di crisi e Lula farà valere i suoi timori circa
il protezionismo americano. In gennaio dette un segnale preciso
partecipando per la prima volta al Forum Sociale brasiliano a
Belem invece che al World Economic Forum di Davos, a fianco di
altri quattro presidenti ‘socialisti’ (Venezuela, Bolivia,
Ecuador e Paraguay), tutti a chiedere una revisione del
capitalismo. Lula disse allora, “C’erano banchieri che
continuamente dicevano a Brasile, Ecuador, Venezuela, Paraguay,
Uruguay, Argentina come dovevamo gestire i nostri soldi. Tutti
quei banchieri adesso hanno chiuso la bocca, perché adesso sono
falliti per le cattive speculazioni”. Prima di partire per
Washington, adesso, avverte: la crisi “non può durare dieci anni,
non possiamo permettercelo”.
Ma la disputa sul bambino avrà, scrive il quotidiano O Globo, un
posto importante anche perché la questione sta commuovendo
l’opinione pubblica di ambo i paesi. L’americano David Goldman
vuole la custodia di Sean, 8 anni, e si oppone all’avvocato
brasiliano Joao Paulo Lins e Silva. La mamma di Sean, Bruna
Bianchi, è morta l’anno scorso; il bambino è attualmente affidato
alla zia Silvana Bianchi e al patrigno.
La madre aveva portato Sean in Brasile nel 2004 senza il
consenso del padre, in violazione della Convenzione dell’Aia sul
rapimento di minori. Il Washington Post ha comparato la questione
al caso bollente di Elian Gonzalez, il bimbo cubano al centro di
una disputa di custodia e immigrazione nel 2000.
E’ stata la prima cosa di cui ha parlato Hillary Rodham Clinton
incontrando il ministro degli Esteri brasiliano, Celso Amorim, la
settimana scorsa a Washington. La Camera dei rappresentanti ha
votato una mozione mercoledì chiedendo il rimpatrio di Sean.
David Goldman è stato in televisione a raccontare la sua storia
in talk show popolari come quello di Larry King.
Entrambi i governi sembrano d’accordo: il trasferimento di Sean
fu illegale, dunque il bambino deve essere riportato dal padre.
Ma la questione è in sospeso davanti a una corte federale
brasiliana.
Sean, la sua attuale famiglia e David Goldman sono a Rio per
passare un test psicologico richiesto dalla giustizia per
decidere sull’affidamento; la questione si presenta però lunga, e
il cittadino statunitense può vedere il bimbo due volte al giorno
con l’accompagnamento di uno psicologo.
Il suo caso non è certo l’unico. Il Dipartimento di Stato Usa ha
sempre aperti circa 2.000 casi di ragazzini ‘rapiti’ da uno dei
genitori all’estero. 50 di questi casi, attualmente, coinvolgono
proprio bambini che sono stati portati in Brasile. Gli Stati più
coinvolti sono il Messico, l’India, il Giappone e il Canada; il
Brasile è il quinto in graduatoria.
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