Bressan: «Sfavoriti sempre Altro che Varese aiutato»

Il ruolo da protagonista di Varese-Avellino se lo giocano lui e l’arbitro Manganiello. Ma per il popolo biancorosso non può esserci partita. L’intraprendenza e la tenacia di Walter Bressan sono state decisive nell’ultimissima azione. È andato là, più che per segnare, perché ci credeva. Spinto dallo spirito biancorosso. In un certo senso, il gol l’ha fatto lui.

A questo punto della stagione tantissimo. Io però una cosa la voglio dire. Va bene, l’Avellino è stato beffato, l’arbitro non è stato in grande giornata. Ma ricordiamoci quanti punti ha perso il Varese allo scadere. Contro Empoli e Bari a Masnago lo scorso anno, a Grosseto, in una gara che ci è costata i playoff, e poche settimane fa in casa col Novara. Ma di certo mi sto dimenticando altri episodi, soprattutto dove siamo stati penalizzati dall’arbitro. Da quando sono qui è la prima volta che mi sento di dire che siamo stati favoriti.

Io mi auguro che adesso non sia il Varese ad andarci di mezzo. Se ogni volta che viene penalizzato un club bisogna rivolgersi alle istituzioni andiamo bene. L’arbitro è un soggetto imparziale, che sbaglia come tutti noi. È normale arrabbiarsi quando sbaglia contro di te, ma le squadre non hanno nessuna colpa.

Io penso che sia difficile oggi parlare di un Varese che gioca bene a calcio e che faccia azioni come il Real Madrid. La cosa che mi sento di dire è che tutti i giocatori sono a fianco dell’allenatore. Non è facile passare dal 4-4-2 al 4-3-3, ma ce la stiamo mettendo tutta. Nelle ultime uscite qualche miglioramento c’è stato dal punto di vista mentale e della determinazione. Poi è chiaro che dobbiamo girare meglio sotto altri aspetti.

Queste sono cose che fanno male alla società, alla città e alla squadra. Noi siamo dalla parte dell’allenatore, perché lui ci mette l’anima per farci migliorare. E mi dispiace che ci siano questi malumori e negatività. Se un tifoso non è soddisfatto del gioco lo posso capire, però il gruppo è unito e compatto e sta lavorando duramente per centrare l’obiettivo. Noi abbiamo bisogno dei nostri tifosi.

Che uno abbia ancora negli occhi il miglior Varese degli ultimi tempi è lecito e normale. Per quel che mi riguarda, una fiammella di speranza per grandi obiettivi è giusto anche tenersela accesa dentro. Ma la realtà è che la squadra si sta concentrando per centrare quota 50 punti. Anche negli anni scorsi l’obiettivo era la salvezza, per poi puntare ad altro se ci fossero state le possibilità. Se arriveremo a 70 punti vorrà dire che avremo fatto qualcosa di favoloso, ma ora conta solo salvarsi.

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