Buco milionario in Provincia, 4 indagati

Accertato danno erariale da circa 35 milioni di euro a carico di “Villa Recalcati”

Provincia, nuova bufera. «Il buco esiste, ora è acclarato. Altro che Provincia virtuosa».
Attacca il presidente della Provincia di Varese. La Lega Nord sospetta un’azione ad hoc contro Dario Galli: «È iniziata la campagna elettorale di Tradate».

Il fatto che l’inchiesta della GdF sui bilanci di Villa Recalcati, coordinata dalla Procura della Repubblica di Varese e dalla Procura della Corte dei Conti di Milano, si chiuda con quattro contestazioni di falso ideologico e abuso d’ufficio a carico del dirigente del settore finanziario e dei componenti del collegio dei revisori dei conti dell’era Galli, e con una quantificazione di circa 35 milioni di euro di danno erariale, per il presidente di Villa Recalcati Gunnar Vincenzi rappresenta «un’ulteriore conferma che quello che avevamo sollevato non era un buco presunto ma reale. Non risultanze opinabili, ma certe».

Per Vincenzi infatti, «il fatto viene acclarato definitivamente. Il buco esiste, il disavanzo esisteva, le nostre non erano supposizioni ma dati di fatto, certi e riscontrabili, confermati dalla Corte dei Conti sotto forma di danno erariale, ma anche dalla Procura in sede ordinaria».

Cosa comporta il danno erariale? «La Corte dei Conti ritiene che ci siano responsabili che devono rispondere – sintetizza Vincenzi – si è verificato uno squilibrio di bilancio, che ha provocato un danno per l’erario. Il danno consiste anche nel fatto che è stato simulato un rispetto del patto di stabilità che invece non poteva risultare. Se il bilancio fosse stato redatto in maniera corretta, avrebbe portato ad uno squilibrio e quindi ad un mancato rispetto del patto di stabilità. In questo modo, si sono potute pagare delle somme che non si sarebbero potute pagare».

Fin qui la questione tecnica, ma il nodo è soprattutto politico, anche se il presidente e poi commissario Dario Galli non risulta indagato: «Io non ho mai voluto fare la guerra a nessuno, ma amministrare la Provincia in questa fase delicata comporta grandi responsabilità – spiega Vincenzi – le forti perplessità che avevamo sui conti dell’ente le abbiamo subito evidenziate, oggi viene confermato quello che avevamo detto. Abbiamo dato prova anche negli ultimi mesi di aver correttamente gestito l’ente nell’interesse dei Comuni e della popolazione della Provincia di Varese. Proseguiamo sulla strada della serietà istituzionale, abbiamo un piano di rientro, lo stiamo osservando. stiamo facendo i salti mortali per non mandare in dissesto l’ente Provincia, avanti su questa linea convinti di fare il meglio».

C’è anche una parte di rivincita, per un’amministrazione provinciale spesso messa alla gogna per motivi legati ad un bilancio in ristrettezze: «È stata data la colpa a noi per molti impegni che la Provincia non era in grado di assolvere – sottolinea il presidente Pd – al di là del fatto che c’è una riforma in essere che ha tagliato dei fondi nell’ottica di trasformazione delle province in enti di area vasta, oggi si va ad aggiungere una chiara responsabilità di chi ha gestito precedentemente, se le risultanze sono quelle che oggi sono acclarate. Altro che Provincia virtuosa, la situazione era ben diversa e alla luce del sole non risultava la situazione reale dei conti di Villa Recalcati».

Il consigliere Pd Paolo Bertocchi aggiunge: «La Lega dovrebbe delle scuse». Ma il segretario provinciale del Carroccio Matteo Bianchi non la pensa così: «È la chiusura delle indagini, non mi pare cambi molto rispetto a quanto già detto. Si parla di Provincia, ma chi è avvezzo alla politica sa che è ufficialmente cominciata la campagna elettorale di Tradate…».

Il sospetto leghista è di un attacco a Galli, neo-nominato alla presidenza di Prealpi Servizi e candidato in pectore a Tradate alle amministrative 2017: «Una domanda sorge spontanea – ragiona Bianchi – se la Provincia di Varese di allora, con i suoi ottimi tempismi nei pagamenti e la virtuosità negli investimenti avrebbe questo colossale buco, in tutte le altre province come mai non viene denunciato il dissesto? Forse perché l’80% delle provincie italiane erano già in mano al centrosinistra? Ennesimo pasticcio della legge Del Rio».n