Bulletti e vandali a lezione La punizione? Pulire i graffiti

Bulletti e vandali a lezione
La punizione? Pulire i graffiti

Tenere pulita la propria città. Presto quello di fare il “difensore del decoro”, ruolo che stanno portando avanti a Varese numerosi volontari, embrione dei futuri “Volontari del Decoro”, potrebbe non essere più solo volontariato.

Ma anche una sorta di “punizione” alternativa alla sospensione per gli studenti che compiono atti vandalici o di bullismo.

Insomma, quel tipo di comportamento che, negli istituti scolastici, prevede la sospensione dei ragazzi.

Tuttavia, attraverso un possibile accordo tra Comune e scuole, al quale l’assessorato all’Ambiente ha iniziato a lavorare, le direzioni scolastiche potrebbero a breve avere anche un’altra forma di punizione: quella di affidare ai ragazzi “lavori socialmente utili” legato al decoro.

Il progetto è stato proposto, durante l’ultima seduta della commissione Ambiente, dalla consigliera comunale del Pd Luisa Oprandi. Che, nella vita, è anche insegnante e vicepresidente del Liceo linguistico Manzoni. «Quello che ho visto nella mia carriera di insegnante – spiega Oprandi – è che le tradizionali forme di punizione, come la sospensione, non hanno la valenza educativa che potrebbe avere invece doversi impegnare in prima persona a riparare o pulire beni pubblici deturpati».

Da qui la proposta formulata durante la commissione, e subito accolta dall’assessore all’Ambiente Stefano Clerici. «Un’idea positiva sulla quale sicuramente lavoreremo – ha detto Clerici – Bisogna studiare le modalità con cui proporre un progetto di questo tipo, cosa che inizieremo a fare. Da subito posso dire che, se è fattibile, si tratterebbe di una proposta utile ed educativa».

Un’idea che non dispiace nemmeno agli insegnanti. Come ad esempio il professor Salvatore Torchia, docente anche lui al liceo Manzoni come Luisa Oprandi, che plaude alla proposta della collega.

«Una buona idea – spiega l’insegnante – che avrebbe una valenza educativa importante. La sanzione classica, ovvero la sospensione, appare ormai poco efficace. E non è soltanto un’opinione personale, ma è diffusa tra tanti colleghi. Istituire invece l’obbligo, per chi viene richiamato, di effettuare questi lavori socialmente utili, potrebbe arrivare a far capire a chi ha compiuto gesti del genere l’errore commesso».

Insomma, una maggiore responsabilizzazione degli studenti che commettono danneggiamenti della cosa pubblica, o compiono atti di una certa gravità nei confronti dei loro compagni degli insegnanti.

Non più la solita sospensione, «che appare una sanzione superata» aggiunge il professore, ma un sistema che aggiunge una valenza educativa alla punizione.

La proposta di Oprandi alla commissione Ambiente non si è limitata a questo aspetto sanzionatorio. Infatti, la consigliera ha presentato anche un altro progetto, quello di «portare nelle scuole lo studio del regolamento sul decoro».

Una sorta di educazione civica cittadina, quindi, promossa dal Comune «e in versione semplificata, così da poter essere studiata a tutti i livelli didattici».

Può essere l’inizio di una collaborazione tra ente pubblico e istituti scolastici per migliorare la preparazione dei ragazzi ad un comportamento corretto nella società. Almeno un inizio.

Varese

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