Bus, cambia tutto Sila lascia Varese

Bus, cambia tutto Sila lascia Varese

VARESE Sila Varese “affitta” il trasporto pubblico locale. Lo hanno annunciato ieri mattina i vertici dell’azienda alle organizzazioni sindacali, riunite ad Assolombarda per discutere della situazione – e del futuro – del personale. Nessun lavoratore, ha assicurato l’azienda, dovrebbe rischiare il posto durante il passaggio di gestione del ramo d’azienda varesino. A subentrare, e ad entrare nel Consorzio trasporti pubblici dell’Insubria, sarà la Tuv s.r.l. (Trasporti urbani Varese), che coinvolge le varesine Giuliani e Laudi e Castano Turismo.

Una decisione motivata da Sila – attraverso l’amministratore delegato Mario Passera – come «un passaggio legato alla situazione di grave difficoltà economica in cui la manovra Finanziaria varata dal governo ha gettato le aziende italiane». Una doccia fredda per il Comune di Varese. «Ormai è tardi per tornare indietro – commenta l’assessore alla mobilità, il leghista Fabio Binelli – ma possiamo indubbiamente dire che è stato un errore cedere la gestione del trasporto pubblico locale. Come hanno fatto altri capoluoghi, ritengo, e ho sempre ritenuto, che sia necessaria una maggior presenza dell’ente pubblico per garantire i servizi, che sono sì fisiologicamente in perdita, ma hanno una valenza molto alta. Il servizio a Milano è totalmente comunale e a Como è gestito insieme da provincia e comune». «Probabilmente – prosegue l’assessore – prima di procedere alla privatizzazione si sarebbero dovute cercare altre soluzioni ma ormai non si può tornare indietro. Né Avt né il Comune potrebbero oggi permettersi di acquistare un parco di sessantaquattro autobus e non vedo prospettive di rilancio per il trasporto pubblico locale. L’unica garanzia che abbiamo finora è che non ci saranno ripercussioni sul servizio con l’assorbimento del ramo d’azienda da parte degli altri consorziati».

Nessuna ripercussione, quindi, per chi usufruisce del servizio di trasporto pubblico locale (così come nessuna variazione sul numero di corse o sui prezzi dei biglietti) e nemmeno per i lavoratori: centoventitré dipendenti di cui centouno operatori di esercizio, sette amministrativi e quindici addetti alle manutenzioni.

«Non siamo mai stati d’accordo sull’entrata di Sila nel Consorzio – spiega Dario Grilanda, segretario generarle Cisl trasporti di Varese – Per una questione di servizi. Ieri ci hanno annunciato che vorrebbe trasferire l’azienda a titolo temporaneo ma che non ci saranno conseguenze per il personale. Nessuna perdita di posti di lavoro e nessun trasferimento di sede, ma aspetteremo la firma del contratto “d’affitto” per capire i dettagli di questo passaggio. Non sappiamo ancora, per esempio, quanto durerà questa cessione temporanea a Tuv».

Di preciso, per ora, ci sono solo le garanzie da rispettare: coprire con le linee una superficie di circa kmq 1.498, pari all’estensione territoriale dell’area varesina interessata, più le connessioni modali sia con le Ferrovie Nord che con le Ferrovie dello Stato. Rimarranno nove le linee urbane offerte che si dipanano su un percorso comunale di circa 2.300.000 bus/km annui.
Valentina Fumagalli

e.marletta

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