Busto dichiara guerra al degradoWriter schedati e telecamere

Busto dichiara guerra al degradoWriter schedati e telecamere

Busto Arsizio I writers saranno “schedati” e nei parchi cittadini sono in arrivo le telecamere nascoste tra le frasche: così il Comune dichiara guerra ai vandalismi. Ad annunciarlo è l’assessore alla Sicurezza Walter Fazio, a commento del servizio di polizia di prossimità che vede i vigili urbani impegnati nei giardini pubblici.

Qui, in effetti, imbrattamenti a colpi di spray e scorribande notturne sono tristemente frequenti: emblematico è il parco del Museo del Tessile, dove la casetta annessa alla pista di pattinaggio è letteralmente ricoperta di scritte e graffiti, mentre nel retro si cammina su un tappeto di vetri rotti e bottiglie di birra abbandonate. Ma il problema delle scritte sui muri, come ben sa chiunque si prenda la briga di farci caso passeggiando per Busto, riguarda tutta la città: dalla semplice tag (per i comuni mortali: la firma) ai graffiti più complessi – effettivamente ai confini con la così detta street art – fino agli insulti o alle dichiarazioni d’amore, le mura, le facciate dei palazzi e persino i monumenti sono sempre più spesso utilizzati come tela bianca. Da qui la decisione di un giro di vite: «Risolvere definitivamente il problema è ovviamente molto difficile, ma esistono dei modi di cautelarsi – ammonisce Fazio – è al momento al varo un’ordinanza che mira ad arginare il fenomeno dei writers, in funzione sia preventiva che repressiva». Tanto per incominciare, la vendita delle bombolette spray sarà vietata ai minorenni. «Chi ha più di 18 anni – spiega Fazio – al momento dell’acquisto avrà l’obbligo di iscrizione in un apposito registro, che su richiesta dovrà essere esibito». In buona sostanza, chi compra una bomboletta sul territorio bustocco sarà schedato, chi viene invece colto sul fatto si becca una denuncia penale e una multa che si aggira sui 150 euro.
Basterà, o come spesso accade prevarrà la logica del “fatta la legge trovato l’inganno” con i writers bustocchi che andranno a rifornirsi di colori fuori città? L’altro fronte sul quale l’amministrazione si sta dando da fare è quello dei bivacchi notturni nei parchi cittadini. Anche in quelli recintati, come appunto il Museo del Tessile. Grazie a un apposito bando regionale, il Comune si sta attivando per l’acquisto di telecamere mobili che possono essere piazzate nei punti più critici, «anche nascoste tra la vegetazione», sottolinea Fazio. La rete del Grande Fratello, insomma, potrebbe contare su questa sorta di asso nella manica, visto che le telecamere fisse sono facilmente localizzabili. E un malfattore, se appena appena è furbo, se ne tiene bene alla larga.
Laura Campiglio

f.artina

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