Busto, i familiari del ciclista «Mai più queste tragedie».

Busto, i familiari del ciclista «Mai più queste tragedie».

BUSTO ARSIZIO «Abbiamo voglia di capire cosa è successo. In queste ore, oltre al dolore per la perdita di un caro, da parte nostra c’è anche il dispiacere e il rammarico per le circostanze in cui è maturata questa scomparsa». A parlare sono i parenti di Luciano Rivolta, l’ottantaduenne investito venerdì pomeriggio da un’auto pirata, mentre in bicicletta percorreva la via Ferrini, di ritorno verso la casa di via Mazzini, dopo essere stato in visita al Pime di via Lega Lombarda. L’automobilista è stato arrestato ieri pomeriggio dalla polizia: è un egiziano di 28 anni, aveva paura di essere sorpreso alla guida con il solo foglio rosa, si è fermato per soccorrere ma poi è fuggito.«Non è possibile che una persona esca di casa e non rientri senza che vi sia una ragione – è il pensiero del genero Giorgio -, qualcuno ti deve dare un perché. Qualcuno deve dire come sono andare le cose. Mi riferisco alla persona che si trovava al volante dell’auto che lo ha investito. Vorremmo sapere la sua verità, vorremmo sentire dalla sua voce cosa gli è scattato in testa quando ha deciso di ripartire con la macchina, vorremmo comprendere». E ancora: «La mia prima sensazione, oltre ovviamente al dispiacere per la perdita di una persona cara, è stato un grande rammarico, un grande dolore. Ho subito voluto capire se era stato assistito, se aveva ricevuto le

attenzioni che si devono a una  persona in difficoltà. Fortunatamente abbiamo appreso che tante persone si sono prodigate per dare una mano al povero Luciano, in tanti si sono mobilitati sia per chiamare i soccorsi che per rendere testimonianze che poi si sono rivelate utili all’individuazione del responsabile dell’incidente. A loro, alla comunità bustese, va il nostro ringraziamento. Allo stesso modo siamo riconoscenti alle forze dell’ordine, in particolare alla polizia locale».  Grazie alle testimonianze raccolte sul posto dagli agenti, il Commissariato ha arrestato il proprietario della Fiat Punto blu: M.A.A.A.H., un egiziano di 28 anni residente a Gallarate.Non manca da parte dei familiari della vittima, la figlia Pierangela, il figlio Aldo, la moglie Eugenia e il genero Giorgio, anche un appello ad automobilisti, forze dell’ordine e amministratori: «Su quella strada – dicono – si viaggia troppo forte. Spesso ci lamentiamo per i dissuasori, per i controlli, ma non ci rendiamo conto che la sicurezza deve venire prima di ogni altra cosa. Ci appelliamo anche al senso civico e alla morale, perché nessuno più deve scappare dopo aver investito una persona. Sulla strada può succedere di tutto, ma non si può lasciare un uomo a terra in fin di vita e purtroppo questo tipo di comportamenti sono sempre più diffusi». Alessandro Madronoggi una pagina speciale sul giornale, con il ricordo di Luciano e il fenomeno dei pirati della strada a Busto

m.lualdi

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