BUSTO ARSIZIO Il cinema, i sogni sono entrati in carcere. Trovando un pubblico attentissimo e partecipe. Il regista di Luca Lucini, che ha diretto “Solo un padre” (ma anche il pluripremiato cortometraggio d’esordio “Il sorriso di Diana” e blockbuster come “Tre metri sopra il cielo”) l’aveva detto: «Il confronto con il pubblico è sempre stimolante. Quando la proiezione avviene in luoghi particolari, diversi da un cinema, l’attenzione è ancora più accentuata e l’esperienza è unica».
Ieri pomeriggio il Baff è arrivato nella casa circondariale di Busto Arsizio: «E lo accogliamo con entusiasmo – ha precisato il nuovo direttore del carcere Orazio Sorrentini – Il festival arriva nella casa circondariale per il terzo anno consecutivo e sin da ora siamo pronti a riaccoglierlo l’anno prossimo nella speranza che questo diventi un appuntamento fisso a tutti gli effetti».
In “sala” una quarantina di detenuti di ogni età; a chi pensava che un film intimista e delicato nella forma ma non nelle emozioni come Solo un padre potesse essere poco adatto a questo tipo di pubblico la miglior risposta l’hanno data proprio loro: i detenuti. Quando i titoli di coda sono sfumati e le luci si sono riaccese il dibattito ha avuto subito inizio.
Oggi nuova intensa giornata. Al femminile. Alle 16 Erica Blanc al Fratello Sole, ma si parla anche dell’arrivo dell’attrice Andrea Osvart già oggi.
m.lualdi
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