Busto, la giustizia ricomincia dai giovani

Busto, la giustizia ricomincia dai giovani

BUSTO ARSIZIO Giustizia significa anche amore e quindi solidarietà. In un periodo in cui la il principio  di giustizia  viene  sempre messo in discussione, il Pime di Busto Arsizio ha deciso di intitolare il campo di lavoro estivo che si è concluso ieri in via Lega Lombarda, «GiustiziAMO». Lo ha fatto proprio per sottolineare un aspetto che si tende a dimenticare con facilità: «Dare a ciascuno il suo – spiega Padre Giovanni Gadda, alla guida del Pime cittadino – non basta, bisogna ricordare che chi ha ricevuto di più da Dio ha una grande responsabilità, quella  di aiutare chi ha ricevuto meno, con amore». E’ questo l’obiettivo che hanno sposato i 68 giovani campisti e i volontari che nelle ultime settimane hanno lavorato per aiutare i più bisognosi. «Come da tradizione – spiega Padre Gadda – le adesioni sono state molto alte con 68 campisti provenienti da tutta Italia (Sicilia compresa) che hanno alloggiato al Pime e quasi un centinaio di volontari che arrivavano ogni pomeriggio». Le giornate si dividevano tra momenti di riflessione, dialogo e incontro, solitamente al mattino, e momenti di lavoro vero e proprio: i ragazzi, dai 16 ai 30 anni circa, hanno

raccolto tra i residenti della città e stoccato gli oggetti (mobili, divani, cucine, vestiti, libri, ma anche acciaio da rivendere) esposti nel mercatino del Pime (aperto fino a martedì)  il cui ricavato andrà a sostenere due missioni. Il campo andrà a sostenere il progetto di una scuola per muratori in Bangladesh e un centro per la prevenzione di malattie in Cambogia. «Per  i ragazzi lavorare diventa un momento di respiro, di accoglienza serena, di riscoperta delle relazioni. Si incontrano tanti compagni di viaggio, un risultato umano molto importante – tira le somme  ancora Padre Giovanni – anche la città inoltre si è dimostrata generosa». Sabato sera il gran finale con cena e festa nel cortile, dove è stato riproposto lo spettacolo portato giovedì sera in centro città. Ed è proprio tra i giovanissimi che si respira entusiasmo: «Un’esperienza concreta che riempie – commenta Eleonora, 21 anni – ormai è il quarto anno che partecipo al campo e l’anno prossimo sarò ancora qui». Grazia, 18 anni, è arrivata da Catania: «Ho scoperto che bisogna essere giusti anche con se stessi apprezzando le proprie qualità, questa esperienza è stata molto importante  dal punto di vista umano».Valeria Arini

m.lualdi

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