Busto Arsizio Una settimana di gloria e cinquantuno di lavoro: così l’ultimo anno di Luca Marino, il cantautore bustocco arrivato in finale a Sanremo Giovani. Ieri mattina Marino e la sua chitarra sono stati ospiti del liceo della comunicazione Marco Pantani, indirizzo spettacolo, per una chiacchierata con i ragazzi di prima, seconda e terza. L’importanza della scuola (il cantautore ha mollato il liceo artistico, non senza pentimenti da senno di poi), la genesi di una canzone, l’industria cinematografica, e ovviamente quell’indimenticabile settimana sanremese: questi gli argomenti che Marino ha trattato con rara naturalezza. “Oggi nell’ambiente dello spettacolo conta solo il “diventare famoso” – ha detto – invece non bisogna dimenticare che si parla comunque di arte, di sostanza. La fama, se arriva, è una conseguenza della bontà di quel che si fa”. Lo sa bene lui, che per mettere insieme il suo primo album ha sudato sette camicie e scritto trenta pezzi, di cui ne sono stati salvati dieci. “Lo abbiamo invitato – spiega il preside Rosario Vadalà – perché la sua è una testimonianza importante, ma soprattutto perché è un ragazzo semplice, intelligente e pacato”. Niente vizi né vezzi da rockstar, insomma. Anzi, la settimana sanremese – pur nella sua eccezionalità – è stata uno dei momenti più difficili della sua nascente carriera: “Una
tale sovraesposizione mette alla prova chiunque, umanamente e artisticamente. E’ stato difficile reggere una tale mole di tensione che, tra l’altro, dura solo una settimana: poi torna tutto come prima”. Il faccia a faccia è stato inframezzato da canzoni (la hit “Non mi dai pace”, ma anche una bellissima “About a girl” dei Nirvana) e domande da parte dei ragazzi. I quali, come i loro 200 coetanei che l’altra settimana hanno partecipato al casting per “Stelle emergenti”, accarezzano l’idea di un futuro nel mondo dello spettacolo. “Suono la chitarra, e mi piacerebbe un giorno trasformare questa passione in un lavoro – racconta Michele, 16 anni – non ho le idee molto chiare, però: ascoltare l’esperienza di chi ce l’ha fatta può solo essermi utile”. Fa invece il dj il diciassettenne Alessandro: “La musica mi piace tutta – dice – anche se non frequento il genere commerciale (l’ultimo Cd comprato sono I Gorillaz, ndr). L’incontro con Marino è interessante, sia per la sua esperienza personale che per le dritte sul mondo dell’industria discografica”. E anche il coordinatore dell’indirizzo Luigi Iannotta è soddisfatto: “Per i ragazzi è stata un’occasione: hanno potuto togliersi curiosità magari banali, come l’aneddotica del dietro le quinte sanremese, ma anche capire come nasce una canzone o come funziona un contratto discografico”.Laura Campiglio
f.artina
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