BUSTO ARSIZIO Equitalia nel mirino anche a Busto Arsizio. Adesivi che inneggiano a Luigi Martinelli, il cittadino bergamasco che aveva sequestrato gli impiegati dell’Agenzia delle Entrate a Romano di Lombardia, sono comparsi sulle vetrine della sede di Equitalia di via Bossi, in pieno centro cittadino.
Sconcertati i sindacati: «Grave metterci nel mirino – dice il bustocco Nicola Ruggiero, segretario regionale Salfi, sindacato autonomo dei lavoratori del fisco – siamo servitori dello Stato che applicano le norme e lavorano per migliorare il clima e i rapporti con i contribuenti».
Dopo l’episodio dei proiettili spediti alla sede di Equitalia di Varese, anche l’agenzia di Busto Arsizio al centro del clima di tensione che si sta coagulando attorno all’esattoria dello Stato. Sulle vetrine della sede di via Bossi, in pieno centro città, sono apparsi degli adesivi minacciosi, che spaventano in particolare chi lavora agli sportelli.
Uno riporta la frase «10, 100, 1000 Luigi Martinelli», inneggiando inequivocabilmente al sequestratore che due settimane fa aveva fatto irruzione, armato di fucili e pistole, in una sede della Bergamasca prendendo in ostaggio alcuni impiegati. L’altro, ancor più inquietante, raffigura un uomo impiccato ad un albero, riportando la dicitura «Tasse, sprechi: lo Stato uccide». Messaggi che preoccupano. L’ufficio stampa di Equitalia, dopo aver garantito «massima solidarietà a tutto il personale» e fa notare che «il sensazionalismo alimenta la violenza».
In via Bossi il lavoro prosegue regolarmente, i cittadini sembrano tranquilli. «Comprendiamo che chi lavora qui non ha colpe, ma il sistema andrebbe cambiato e reso più giusto» è il tenore dei commenti che raccolti tra chi paga o cerca di risolvere i problemi delle cartelle esattoriali.
Ruggiero esprime «solidarietà» ai dipendenti di Equitalia: «Chi lavora all’Agenzia delle Entrate e in Equitalia è un servitore dello Stato, che applica le norme di legge e non vuole esasperare i contribuenti. Anzi, i dipendenti operano quotidianamente per migliorare i rapporti e agevolare un clima di collaborazione con i contribuenti».
Andrea Aliverti
s.affolti
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