BUSTO ARSIZIO Si è preso un altro giorno di tregua, il monumento ai Caduti. Poi la partenza, prevista domani, mentre il cantiere dal punto di vista più urbanistico si rimetterà in pista lunedì prossimo. Ieri mattina presto la zona di piazza Vittorio Emanuele aveva un’aria quasi spettrale: parcheggio semideserto, diversi negozi chiusi, pochi passanti. Ma non c’entrava l’operazione di riqualificazione del centro, che ha sostenuto la sua pausa ferragostana, bensì semplicemente il clima di vacanza ancora radicato in città.Per sicurezza, qualcuno un giretto in centro se l’è fatto. Come Angioletto Castiglioni, che è arrivato in Vespa a controllare la situazione. L’angelo custode del tempio civico osservava il monumento: l’aveva visto arrivare, era giusto che potesse rendergli omaggio nel momento della partenza dopo 52 anni. Tra i pochi passanti, anche un bustocco interista. Che ricordava i bei tempi del club nerazzurro, quando aveva la sede nei palazzi oggi in attesa di scomparire e dar vita a nuovi edifici. Non è questione di “tituli”, si intende. Però allora non si era infilata nel mondo del calcio la burocrazia con le vicissitudini dei biglietti: «Arrivavi qui, li facevi e via».Altra epoca, appunto, bando alla nostalgia. Intanto, se approfittando del semideserto agostano, ci si spingeva all’interno del centro storico verso San Michele, si affermavano con evidenza i contrasti. Spicca un segnale confortante, come l’opera di rinforzo del conventino di via Matteotti, lanciato nei giorni scorsi
da Agesp Servizi per evitare che ulteriori attese pregiudicassero in modo definitivo la possibilità di salvare lo storico complesso. Al di là di questo intervento, il degrado sembra davvero aver raggiunto proporzioni desolanti. Certo, tramontato il piano integrato d’intervento sull’isolato tra le vie Matteotti, Montebello, San Michele e Ariberto, si è fatta avanti una proposta che riguarda l’area verso la casa parrocchiale di San Michele: e questo fa sperare che qualcosa si sblocchi, a prescindere dal dibattito sulla bontà di uno o dell’altro progetto.Ma passeggiare in centro da via San Michele a via Matteotti diventa un piccolo viaggio negli orrori dell’incuria, se ci si addentra dalle parti del parcheggio sterrato. Se si percorre vicolo Borromeo, bisogna farsi strada tra le erbacce, con la partecipazione straordinaria di voraci zanzare. E quando si approda appunto su via Matteotti, la tristezza è dietro l’angolo a partire dal luogo dove veglia l’edicola votiva di San Carlo Borromeo. Anche quest’ultima è ammalorata, dopo che sono trascorsi parecchi anni da un prezioso restauro realizzato grazie alla Famiglia Bustocca, ma per fortuna c’è un nuovo segnale di attenzione. Il centro culturale San Michele sta lanciando una campagna per rimettere in sesto il povero San Carlo, che aveva tanto a cuore Busto Arsizio. Il resto della via Matteotti è un altro punto: a settembre dovrebbe arrivare una variante in Consiglio. E si spera che sia la volta buona.Marilena Lualdi
m.lualdi
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