BUSTO ARSIZIO – Il grido «Viva el Señor de los Milagros» risuona in piazza San Giovanni, seguito dalla risposta corale «Viva!». Per alcune ore il centro di Busto Arsizio si è riempito dei colori, dei canti e delle tradizioni del Perù, riunendo centinaia di persone attorno a una delle ricorrenze religiose più sentite dalla comunità sudamericana.
Dopo la celebrazione nella Basilica di San Giovanni, la grande immagine sacra ha attraversato le vie del centro su una pesante struttura portata a spalla dai confratelli. La giornata è poi proseguita all’oratorio San Luigi.
La celebrazione nella Basilica gremita
La festa del Signore dei Miracoli, tradizionalmente celebrata alla fine di ottobre, si è aperta con la Messa officiata dal prevosto monsignor Severino Pagani davanti a una Basilica gremita.
Attorno all’altare erano presenti anche i “monaguillos”, i chierichetti con i costumi della tradizione peruviana. «La vostra processione con i vostri riti e i vostri canti sarà un esempio per tutti», ha affermato monsignor Pagani durante l’omelia.
Alla funzione ha partecipato anche il consigliere comunale Simone Orsi, invitato dalla comunità. Lungo il percorso della processione erano presenti inoltre i consiglieri Cinzia Berutti e Vincenzo Marra.
L’immagine sacra portata dagli “hermanos”
Il momento centrale della giornata è stato la processione per le strade del centro storico. L’immagine del Señor de los Milagros è stata collocata sulla grande “anda procesional”, una struttura monumentale e particolarmente pesante trasportata a spalla da decine di “hermanos”, riconoscibili per il tradizionale mantello viola.
Ad aprire il corteo sono state le donne velate, seguite dai confratelli e dai fedeli. Canti, danze e la musica dei Musicos de Torino hanno accompagnato il lento avanzare del baldacchino, attirando l’attenzione di numerosi bustocchi fermatisi in piazza e lungo le vie del centro.
Una tradizione diventata parte della città
A coordinare le celebrazioni è stato Arturo Salvà, referente della comunità peruviana di Busto Arsizio. Dal pulpito della Basilica ha ringraziato gli “hermanos” arrivati da Milano e Torino, i membri delle comunità di Busto e Gallarate e monsignor Pagani per il sostegno offerto all’iniziativa.
La ricorrenza viene celebrata da anni in città, ma l’edizione 2026 assume un significato particolare. La comunità peruviana è diventata la più numerosa tra quelle straniere residenti a Busto Arsizio, superando quella albanese.
La processione non è stata quindi soltanto una manifestazione religiosa importata dal Paese d’origine, ma l’espressione pubblica di una comunità ormai radicata nel tessuto cittadino e capace di trasformare, per un pomeriggio, piazza San Giovanni in un angolo di Lima.













