– Ecco il “piano casa” di Palazzo Gilardoni: a gennaio due bandi per il rilancio dell’edilizia in città. «Una sfida basata sulla concretezza» la definisce il sindaco : come previsto dal Pgt, il Comune mette in campo i “diritti volumetrici” del suo vasto patrimonio immobiliare per convincere famiglie e operatori a rimettersi a costruire e ristrutturare.
Ieri mattina il briefing a MalpensaFiere sulle politiche di attuazione del Piano di governo del territorio per il rilancio dell’attività edilizia, ormai da anni ferma in città.
Attorno ad un tavolo l’amministrazione comunale, con il capo del pool degli estensori del Pgt , ha riunito le forze economiche e sociali del territorio: associazioni di categoria, Ance, ordini professionali, istituti bancari (anche se si è fatto vedere solo un operatore del settore). Dalla discussione è emersa l’idea di lanciare due bandi, nel mese di gennaio, per «offrire incentivi concreti per attivare la crescita della città – spiega Farioli – in modo tale da mobilitare i risparmi che oggi finiscono sotto il materasso». Una sorta di “piano casa”, che attua le previsioni innovative del Pgt, in vigore da un anno, invitando privati, imprese e operatori immobiliari a rimettere in moto il settore.
«Il Comune – spiegano il sindaco e il responsabile dell’Urbanistica – mette sul piatto i diritti volumetrici del proprio patrimonio, che per legge equivalgono a “denaro bancabile”, per attivare progetti di riqualificazione urbana senza un’espansione dell’abitato già esistente».
Il primo bando prevederà la possibilità di ottenere incentivi volumetrici ai progetti di rigenerazione urbana e di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente: significa che chi vorrà ristrutturare la propria abitazione per migliorare lo standard energetico potrà ottenere, oltre alle detrazioni statali, anche volumetria per ampliare gli edifici o per scambiarla con altri operatori interessati a costruire.
Il secondo bando riguarda invece la sostituzione del patrimonio esistente, nei casi in cui sia antieconomica una ristrutturazione: il Comune mette a disposizione aree oggi pubbliche, già definite dal Pgt, per consentire al proprietario la costruzione di un nuovo edificio in classe energetica superiore («Con un incentivo volumetrico del 30% in più», spiega l’architetto Giuliani) e la successiva demolizione dell’esistente, con il terreno che verrà ceduto al Comune e rimesso in circolo con lo stesso sistema dell’“atterraggio” dei diritti volumetrici.