BUSTO ARSIZIO Un Pantheon bustocco per garantire il diritto di preghiera a tutte le religioni. La petizione per la "casa comune della preghiera", promossa dal maestro Vittorio Di Mattei della scuola di italiano per stranieri, è giunta a destinazione.
Le 300 firme raccolte in questi ultimi mesi, sono state consegnate venerdì all’ufficio protocollo del Comune e alle 13 parrocchie cittadine. Adesso si attendono risposte, altrettanto ufficiali. La richiesta è quella di istituire «un luogo pubblico, o privato, in cui tutti, ordinatamente e seguendo regole condivise, possano svolgere alla luce del sole le loro preghiere». L’iniziativa, come fa sapere Di Mattei, nasce da un bisogno espresso in più occasioni da cittadini appartenenti a diverse religioni, soprattutto a quelle minori che, in quanto tali, non trovano spazio in città. «Il primo passo è quello di trovare un luogo – spiega il maestro, che ha già istituito un gruppo di lavoro costituito da una decina di persone, per la maggior parte italiani – In seconda sede si provvederà a reperire i fondi, che siano pubblici o privati». Anche se, il maestro tiene a precisare che, «qualsiasi sia la fonte del finanziamento, la natura della casa della preghiera sarà sempre pubblica».
La Casa avrà, inoltre, degli orari e delle regole ben precise. Ciò permetterà alle istituzioni di avere un controllo sulle pratiche. «Sarebbe miope da parte dell’amministrazione non permettere che tutto ciò accada alla luce del sole, invece che in un campo da calcio come è avvenuto in occasione del Ramadan a dicembre per i musulmani» chiosa Di Mattei. Il logo ufficiale dell’iniziativa, "Una casa e il mondo", è già pronto: una casa stilizzata con i colori dei cinque continenti, disegnata da Alla Polozenco, designer ortodossa. Adesso manca il luogo fisico, un capannone o uno spazio ricavato in un oratorio: «Il nostro modello è il Pantheon romano, il tempio di tutti gli dei, con un occhio aperto verso il trascendente – spiega l’architetto Carlo Valentini, uno dei primi firmatari della petizione – Uno spazio vuoto, dalla forma circolare, senza spigoli, né appartenenze».
Valeria Arini
© riproduzione riservata













