VARESE Oggi è il giorno. Il calciomercato apre ufficialmente e il Varese mette sul tavolo le sue carte. Alfredo Pedullà – guru del settore, firma di datasport.it e volto di Sportitalia – ci aiuta a fare il punto su ciò che potrebbe maturare da qui a breve.
Partiamo dai gioielli di famiglia, leggi Alessandro Carrozza. L’ala biancorossa, è cosa arcinota, piace a mister Sannino e al Siena. Stando al web, domani i due club dovrebbero già incontrarsi. «Il Varese – racconta Pedullà – vuole lo scambio secco con Sestu, analogo esterno destro d’attacco. Il Siena, invece, che ha esigenze di sfoltimento del parco giocatori, proporrebbe anche Parravicini, centrocampista centrale, e/o Larrondo, possente attaccante d’area di rigore. Io ho la sensazione che alla fine per il pacchetto Parravicini-Sestu si possa fare».
Il fronte è caldo anche verso Bergamo, sponda Atalanta. Qui, come sostiene Pedullà, le trattative sono già state avviate intorno al 10 dicembre, bloccando in particolare Ardemagni e Pettinari, cioè un attaccante centrale e una rapida ala offensiva. «Varese e Atalanta – dice Pedullà – si incontreranno settimana prossima, ma le posizioni sono già chiare. Oltretutto, non è che l’eventuale arrivo di Sestu ostacoli l’approdo di Pettinari. Anzi: il Varese farebbe un salto di qualità non da poco sulle fasce. Il vero nodo
è la posizione di Ardemagni: la volontà del giocatore è già stata sondata e a lui il Varese va più che bene. La questione è che il Varese là davanti deve vendere: se il Brescia concretizzasse le sue avance per Cellini, allora l’affare andrebbe in porto. Corioni e soci sono un poco raffreddati dal coinvolgimento, anche se del tutto marginale e da verificare, di Cellini nell’affaire-scommesse. Io credo che alla fine si farà e Ardemagni sarà biancorosso, come promesso già da un mese».
Il nodo ingaggi, che per il Varese è questione di sopravvivenza, secondo l’esperto non sarà un problema. Il club biancorosso, per mezzo del direttore sportivo Mauro Milanese, è stato chiaro: andassero in porto gli affari citati, le società di provenienza – Siena e Atalanta – dovrebbero sostenere parte degli stipendi. «Mi sembra un ostacolo superabile – commenta Pedullà – Per andare sul concreto: Ardemagni e Pettinari non hanno ingaggi spropositati. Siamo nell’ordine dei 400mila l’anno: diviso due, cioè i sei mesi del prestito, sono 200. L’Atalanta potrebbe di certo dare una mano, e anche il Varese coprirebbe la sua metà».
Escono dall’agenda biancorossa altri nomi (se mai ci sono stati per davvero), anche altisonanti, quali Bogdani, attaccante albanese del Cesena, o Granoche, punta del Novara. Gente da serie A fissa che, alla prova dei fatti, dovrebbe restare dov’è. O comunque, non fare rotta verso Masnago.
Sempre in ottica Siena, si raffredda l’ipotesi Nadarevic, per il quale Sannino ha di recente dimostrato stima e apprezzamento in prospettiva. Ieri il procuratore di De Luca, Andrea Cattoli, ha confermato che la Zanzara del Montello finirà la stagione a Varese. Se ancora di proprietà del club, o in prestito da un’altra società che ne rileverebbe il cartellino a gennaio, non è dato di sapere: il Genoa è sempre sul pezzo. In uscita, Grillo ha ricevuto offerte da club di Prima Divisione.
Infine, breve capitolo dedicato a un fresco ex Varese: Emanuele Pesoli, in forza al Siena, ha dichiarato di apprezzare la corte del Padova e che per lui non sarebbe un problema scendere di categoria. Quel che non è successo in estate si avvererà in inverno?
Luca Ielmini
s.affolti
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