VARESE Frasi secche e pensieri precisi. Eugenio Fascetti è un toscano di mare, di quelli che crescono osservando l’orizzonte sopra le onde. È un altro mondo, è la forza del mare che ti porta a osare.
Da gran intenditore della pedata, un mese abbondante orsono prese la situazione di petto: «Il Varese è una buonissima squadra e farà sicuramente i playoff». Adesso, ci sta la virgola a chiudere l’antico pensiero: «Togliamolo quel sicuramente, il Varese farà i playoff. Non dovrebbero esserci dubbi: anche ammesso che perda a Verona, tutto da dimostrare, poi un punto in casa con la Samp lo fa».
La sfida di domani al Bentegodi merita l’inciso: «Eh… il Verona! Ha perso un’occasione con l’Albinoleffe, di quelle grosse. Era in gioco per la promozione diretta ed è riuscito a non vincere. Ora avrà il coltello tra i denti, o batte il Varese o si scorda la possibilità di salire subito: si difendono bene e scattano in avanti, difficile per il Varese».
Poi, diciamolo, parla un cuore a metà: «Se devo tifare qualcuno è chiaramente il Varese, e solo dopo il Verona, squadre dove ho dato e avuto. Per il resto niente, vada come vada pure al Torino: al 99 per cento è in A, ma non mi fa né caldo né freddo. Non sono legato a loro, per come mi hanno trattato poi… Borsano, più che un presidente, era un generale».
La mente unisce i punti, il passato diventa presente, entra il simbolismo: «Il Varese in A, quarant’anni dopo, sarebbe un bellissimo exploit: quello mancato dal Varese di Fascetti di cui non riesco ancora a parlare, se no mi prende la rabbia anche trent’anni dopo. Pure il Verona manca da tanto e ne ha passate ultimamente: viene dal basso pure lui».
Conti della serva e snobismo altrui: «L’importante è trovarsi lì a cercare la promozione, se poi i giornali non ti considerano amen. Si scrive tanto del Padova ma va bene, basta guardare in casa propria. E poi, il Padova è ancora in ballo con i punti della partita con il Torino, metti che glieli levano e fine della storia».
La biodiversità cavalca le ere: «Il Varese di Fascetti non era così snobbato. Ma noi eravamo sbarazzini, giovani, e portavamo un sacco di novità. Suscitavamo curiosità, interesse e ammirazione: ma siamo usciti bastonati lo stesso».
Abbiamo iniziato con la bacchetta magica, riattiviamola: «Viste le squadre e il campionato, nei playoff il Varese se la può giocare tranquillamente. Mi fa paura il ritorno della Sampdoria: ha fatto una seconda metà di campionato bellissima, è su di giri e ha un organico ottimo. È lei la favorita per la terza promozione». Sospiro: «Di certo, non tornerei in panchina a giocarle ‘ste gare. Nessuna voglia: Fascetti ha finito, è contento di come sta ora».
Gira la ruota ma poco cambia: «Nulla di nuovo sotto al sole. Questa serie B sta esprimendo delle belle novità: mi chiedo quante società dalla A se ne rendano conto e, l’anno prossimo, abbiano il coraggio di scommettere su qualcuno. Il coraggio che non manca mai se il passaporto è straniero, chissà perché».
Samuele Giardina
s.affolti
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