VARESE Se nel posticipo di domani sera il Toro ci fa il favorissimo, mettendo sotto il Padova, i playoff rappresentano una conquista praticamente sicura a tre giornate dalla fine. Saremmo a cinque punti dalla settima, appunto il Padova sul quale ci avvantaggia anche il confronto diretto, e non è pensabile di regalarglieli infilando una follia dopo l’altra. Il Toro ha tutto l’interesse a farci il favorissimo: in cima han vinto tutte, Pescara, Verona e Sassuolo, e c’è poco da scialare per chi vuole (deve volere) la A in diretta. Dunque forza Toro. E intanto grazie Varese.
Che Varese a Mompiano. Becchiamo gol per una balordaggine difensiva, ma non andiamo giù di spirito. Cacciatore può pareggiare, Granoche idem, Rivas è l’iradiddio a sinistra, arbitro e guardalinee ci negano un rigore netto quando El Diablo viene affondato (ma proprio affondato) da due bresciani. Neppure la topica c’infiacchisce l’animo. E proprio Rivas, dopo l’ennesimo folleggiamento in fascia, scodella a Zecco la palla che non puoi mai sbagliare: cross teso a rientrare, perfetto per l’incrocio, che difatti arriva potente e preciso.
Così reagisce una grande squadra. Che insiste all’avvio di ripresa, arcispreca il 2-1 con Granoche, avverte il brivido una sola volta (Grillo in affanno sulle caviglie di Piovaccari, con reclamo di penalty), poi decide d’amministrare il match. Le basta il pari, e non a caso Maran toglie Neto per Corti alzando la barriera di centrocampo, ma non è giornata da pari. Gli dei del pallone ci guardano benevolenti, ispirando a Caldirola la smanacciata che offre in dono il rigore.
Chi lo tira? «Fate largo, nessuno discuta, lo tiro io» grida Terlizzi. Che gomiti di personalità, Terlizzi. Si prende a muso duro il rischione e segna al modo in cui si segnano i rigori decisivi: portiere sul cuscino, palla nel divano. Segue il finale d’arrembaggio dei padroni di casa, che la stanchezza zavorra impedendogli di far uso della lucidità. E se la stanchezza si fa da parte, non si fa da parte Moreau: devia la bomba del possibile 2-2. Anche questo, forse, un segno del destino che ci gratifica d’un superfinale di campionato. Scaramanzie e prudenze a parte, siamo prossimi a discutere non sul possibile ingresso nei playoff, ma sul possibile ingresso in serie A.
Max Lodi
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