Calcio, il Varese stende il Pescara Vittoria storica che vale doppio

VARESE Una partita che ci ricorderemo anche tra vent’anni. Uno stadio col cuore in gola. Un film senza fine anche dopo che è finito perché oggi ne parleranno tutti, ovunque, sempre. Un arbitro assente, bendato e lontano. Zeman qua, Zeman là: doveva venire a Masnago a creare dieci occasioni da gol ma ieri Anania si è trovato davanti almeno dieci giocatori del Varese. E sapete perché? Non esiste il calcio di Zeman, esiste solo il calcio e chi sa interpretarlo meglio (Fascetti dixit: il profeta è lui). Come Maran, come il Varese.

Un ambiente bellissimo: su una fallo laterale guadagnato dai biancorossi in difesa, lo stadio esulta come a un gol. Si è giocato alla grande, si è sofferto e si è tifato di più. Senza il generale Maran, che rinchiuso in un gabbiotto della tribuna ha mangiato anche le sedie, in campo e sugli spalti erano tutti generali. La squadra due volte sotto la curva, la gente che non smetteva più di applaudire, Lepore che dirigeva i cori come dirigeva la squadra nei dilettanti. Pucino, che non aveva mai giocato sulla fascia a centrocampo in vita sua, finisce tra i crampi perché nessuno del popolo presente a Masnago aveva mai giocato così. Tutti abbiamo avuto i crampi. Allo stomaco. 

Vittoria che vale doppio: mancava mezza squadra, tutta nello stesso reparto, contro un gruppo fortissimo e al completo con in campo tutto l’attacco dell’Under 21, eppure teniamo dietro Brescia e Sampdoria, che hanno speso dieci volte di più e pensavano di doppiarci in tromba. C’era carattere perché venivamo dalla peggior partita della stagione cinque giorni prima. C’era voglia di vincere: abbiamo sbagliato il 3-1 e

il 4-1. La volevamo, l’abbiamo presa. C’era un grande allenatore, assente ma presente: né partita difensiva, né d’attacco. Ha battuto Zeman a scacchi, inventandosi Pucino, blindando le fasce, annullando Insigne, gestendo le forze a costo di perdere a Castellammare per ritrovarsi un Kurtic devastante. Un Troest in versione The Wall, un Filipe alla Pirlo. E, finalmente, le fiamme del Diablo: quattro occasioni, due gol, il 50%.

Ma l’inizio è stato quasi più toccante del finale. Grazie a uno striscione in curva: «Materis-Viero: 32 licenziati, 32 biancorossi abbandonati». Sono i lavoratori di Cassano Valcuvia lasciati a casa dall’azienda: Varese non avrà vinto davvero finché non sarà riuscita a rimetterli al loro posto.

Andrea Confalonieri

s.affolti

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