Calcio-scommesse/ Il giorno dopo lo choc, il pallone è malato

Milano, 2 giu. (TMNews) – La notizia del nuovo scandalo scommesse che scuote il calcio italiano è piombata sul mondo del pallone come un vero e proprio uragano. Sarà per i volti noti coinvolti, su tutti Beppe Signori, uno che aveva fatto sognare i tifosi della Lazio e quelli della nazionale a Usa 94, e Bettarini, che invece deve la sua fama più alle cronache gossippare che alle prestazioni sul campo di gioco. Sarà perché

il malaffare sembra pervadere ampi settori dell’universo calcistico, e il fatto che siano coinvolte le serie minori appare – considerando come il sistema si basi proprio sulla forza della “base” – ancora più inquietante. E comunque gli ultimi sviluppi dell’inchiesta sembrano stendere ombre anche sulla Serie A, che in qualche modo è già coinvolta dato che l’Atalanta, il cui capitano Doni è coinvolto nell’inchiesta, ha appena conquistato sul campo la promozione nella massima divisione.

Sulla stampa specializzata, però, non tutti si sono stupiti per il nuovo scandalo, che ricorda il precedente del 1980, che costò caro al Milan di Farina e a campioni come Bruno Giordano o Paolo Rossi, che due anni dopo sarebbe comunque diventato un eroe nazionale al Mundial di Spagna. La Gazzetta dello Sport, infatti, in un editoriale di Ruggiero Palombo scrive espressamente che l’inchiesta di Cremona “non è un fulmine a ciel sereno”. Quella che emerge “è la fotografia cruda e spietata del livello di inquinamento del nostro calcio e consola assai poco sapere che il fenomeno ha ramificazioni internazionali”.

Dietro lo scandalo, poi, le storie di ordinario dramma privato, come quello di persone che faticano a gestire la fama e si trovano coinvolte in giri vorticosi – e spesso patologici – come quello delle scommesse. Paradigmatica in questo senso la vicenda di Marco Paoloni. Pochi giorni fa era diventato un eroe per la sua prestazione nelle file del Benevento, impegnato nei playoff di Lega Pro, ora è uno dei principali imputati dell’inchiesta. Il 27enne portiere ora in

forza alla squadra campana, è infatti accusato di essere il responsabile di una serie di raggiri, tra i quali spicca la clamorosa vicenda del sonnifero che lui avrebbe somministrato agli ex compagni della Cremonese per favorire la vittoria degli avversari della Paganese, su cui si erano concentrate le scommesse. Dietro le truffe, però, anche in questo caso, il dramma umano: il calciatore infatti si sarebbe rovinato con le scommesse e sarebbe braccato, oltre che dagli inquirenti, anche dagli strozzini.

Lme

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