Calciopoli/ La Disciplinare: Moggi falsava la classifica

Milano, 15 giu (TMNews) – Luciano Moggi falsava la classifica attraverso una continua opera di condizionamento del settore arbitrale. Sono queste alcune delle motivazioni che hanno spinto la Commissione disciplinare ad accogliere le richieste del procuratore della Figc di radiare l’ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi, in relazione allo scandalo Calciopoli dell’estate 2006.

“Nelle sentenze rese – si legge nel dispositivo della Disciplinare – è stato accertata, tra l’altro, “la piena e concreta attitudine” del Moggi “a falsare la classifica” attraverso una continua “opera di condizionamento del settore arbitrale”, attitudine che si è concretizzata in una serie di “episodi, ripetuti nel tempo e nello spazio, incontroversi nella loro storicità” tutti obiettivamente tendenti “al conseguimento dello scopo di alterazione della competizione per effetto del condizionamento della classe arbitrale”, nonché “dell’ulteriore vantaggio dell’alterazione della classifica e dell’ottenimento della vittoria del campionato, della rimarchevole e irreparabile alterazione della parità di condizioni di contendibilità del titolo sportivo rispetto a molte altre squadre”: in definitiva, una condotta illecita e antidoverosa che, seppure non formalmente idonea a dare vita a un “sistema” solo per difetto della previsione dell’illecito sportivo associativo, sicuramente era connotata dal “carattere altamente inquinante della sistematicità e della stabilità organizzativa”.

“In conclusione – si legge ancora – la condotta del deferito, così come accertata nelle sentenze rese, risulta palesemente incompatibile con i principi di lealtà, correttezza e probità ai quali l’ordinamento sportivo non può abdicare, pena la sua irrimediabile caduta di credibilità e financo la sua stessa sopravvivenza. In questi termini, la richiesta della Procura federale di infliggere al deferito la sanzione della preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc risulta del tutto proporzionata ai fatti commessi, tenuto conto della loro intrinseca gravità e delle aberranti conseguenze che hanno determinato”.

Dsp-Ral

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