Roma, 14 mag. (Apcom) – Taglio del 5% a stipendi di parlamentari
e ministri, sul modello portoghese ed inglese. Il ministro per la
Semplificazione Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie
della Lega, preannuncia a mezzo stampa che intende formalizzare
in sede di Governo la ‘misura del buon esempio pubblico’, quando
prenderà corpo la nuova manovra anticrisi che il ministro
Tremonti si appresta a elaborare. “I tagli alle spese e ai
sacrifici dovranno valere per tutti”, avverte Calderoli.
Le reazioni non si fanno attendere e la prudenza è piuttosto
bipartisan. “Prime chiacchiere e primi slogan – taglia corto il
segretario del Pd Pierluigi Bersani- riguardo ad una manovra che
tutti hanno sempre detto che non ci sarebbe mai stata. Sul merito
non ci sono problemi, ma non pensassero con questi interventi di
indorare la pillola a misure antipopolari, perché non ci faremo
prendere per il naso”. In ogni caso, prima di prendere posizione
su qualsivoglia contenuto “il Pd vuole vedere i conti, perchè
siamo un partito serio: prima di parlare, vogliamo vedere le
tabelle””. “Il Parlamento – sottolinea Bersani- deve essere
informato sulla situazione della finanza pubblica perché da due
anni non abbiamo nessuna trasparenza sulle sue condizioni. Devono
tirar fuori i conti perché non ci può essere una sola persona che
li conosca, in questo paese”.
Nello stesso Governo, d’altra parte, non tutti i ministri la
pensano come Calderoli.”Più che diminuire gli stipendi – osserva
il ministro Pdl per l’Attuazione del Programma Gianfranco
Rotondi- serve un gesto simbolico più forte: rinunziare tutti a
tre mensilità da versare a favore di chi perde il lavoro. Non
risolve i problemi ma mostra la sensibilità di una classe
dirigente”.
“Ridurre del 5% gli stipendi di parlamentari e ministri – dice da
sinistra il leader di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero, che
parlamentare non è- va bene e meglio ancora se si dimezzassero.
Ma il problema vero e’ aumentare gli stipendi di tutti gli altri.
Calderoli parla di buon esempio in vista dei sacrifici della
manovra. Ma proprio questo e’ il punto. Non e’ piu’ accettabile
che da decenni i sacrifici siano fatti sempre dalla stessa parte:
quella del lavoro salariato”.
ALE
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