VARESE – L’ondata di calore attesa sulla provincia di Varese impone un impegno aggiuntivo alle aziende zootecniche, chiamate a proteggere gli animali dagli effetti delle temperature elevate. Secondo Coldiretti Varese, nelle stalle sono già in funzione ventilatori, nebulizzatori e altri sistemi di raffrescamento, mentre viene intensificato il controllo della disponibilità di acqua.
Le previsioni indicano un netto rialzo delle temperature, con i valori più alti attesi tra Gallaratese, Bustocco e Saronnese. A incidere sulle condizioni degli allevamenti saranno anche le minime notturne, che nella parte meridionale della provincia potrebbero restare comprese tra 26 e 28 gradi, limitando il raffrescamento delle strutture.
«Quando il caldo si prolunga anche durante la notte aumenta la difficoltà di garantire il benessere degli animali», osserva il presidente di Coldiretti Varese Pietro Luca Colombo. Le bovine da latte sono tra le più sensibili allo stress termico: con l’aumento delle temperature cresce il fabbisogno d’acqua, diminuisce l’assunzione di alimento e può ridursi anche la produzione di latte. Nei periodi più caldi una bovina può arrivare a bere fino a 140 litri d’acqua al giorno.
Per contenere gli effetti del caldo, gli allevatori concentrano la distribuzione del mangime nelle ore meno afose e monitorano costantemente gli impianti di ventilazione e gli abbeveratoi. «Questo comporta un maggiore impiego di acqua, energia e lavoro», sottolinea il direttore di Coldiretti Varese Luciano Salvadori. L’associazione evidenzia infine che le temperature elevate potrebbero creare difficoltà anche alle coltivazioni, soprattutto nelle aree di pianura, dove aumenta il fabbisogno idrico.













