Camorra;Saviano: Politica non ne parla perchè argomento perdente

Camorra;Saviano: Politica non ne parla perchè argomento perdente


Milano, 25 mar. (Apcom)
– “La politica ha paura di affrontare un
argomento come quello della camorra perchè pensano che sia un
argomento perdente”. Punta il dito contro i politici, di
qualsiasi schieramento lo scrittore Roberto Saviano, l’autore di
‘Gomorra’, per denunciare il silenzio che, anche nell’ultima
campagna elettorale, si è deciso di adottare sui morti che ogni
giorno la malavita organizzata lascia sul terreno. “Rimbalza la
riflessione politica – dice durante il suo monologo di 40 minuti
durante la trasmissione ‘Il tempo che fa’ – o sono tutti collusi
o sfuggono alle loro responsabilità. Fatto sta che è meglio non
parlarne. Nell’ultima campagna elettorale non si è parlato di
mafia perchè l’impressione è che il Paese non sia interessato a
questi argomenti”.

“Se io parlo di questi argomenti a Bologna, a Milano, pensano
che sono storie del Sud – ha proseguito -. La politica la cosa
più grave che può fare, il silenzio e la cosa più grave che
possono fare gli elettori è il silenzio”. Non di rado i politici
meridionali sono stati accusati di essere dei collusi. Al
proposito l’autore di ‘Gomorra’ fa osservare che per quanto “al
Sud ci sia stata una politica di grandi connivenze, una cosa è
fare politica a Caserta, una cosa è farlo qui a Milano. Qualcuno
cerca di amministrare senza questi personaggi ma si rovinano la
vita”.

Saviano parla della camorra non come di un fatto locale ma di una “guerra” che interessa tutto il Paese. E al Paese fa notare come “la camorra non uccide con le pallottole ma con la diffamazione”, racconta tante storie che la camorra vorrebbe seppellire sotto colate di diffamazione: cita Salvatore Nuvoletta, un carabiniere ammazzato innocente a 20 anni, il cui cognome identico a quello di un noto

boss della camorra, si prestava ad essere infangato. E cita anche don Beppe Diana, la cui morte è stata ricordata solo sei giorni fa. “Viene diffamato dopo la sua morte – racconta lo scrittore – perchè il male trionfi basta che gli uomini di bene non facciano niente. Don Beppe Diana è stato ucciso da un documento dal titolo indicativo: ‘Per amore del mio popolo non tacerò'”.

Mlo

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google