Cani al bar: sì, no, forse, non si sa Niente regole in città

Cani al bar: sì, no, forse, non si sa
Niente regole  in città

Varese “Pet friendly”? Non ancora. Anzi, siamo fermi all’anno zero.

Il motivo è la mancanza di un regolamento per la tutela del diritto degli animali che possa superare l’ormai datato Regolamento di Polizia Urbana che di fatto vieta l’ingresso all’interno di bar, ristoranti e trattorie dei migliori amici dell’uomo.

Il tutto nonostante esista ormai da qualche anno una normativa europea, recepita anche da Regione Lombardia, che dichiara che il divieto è a discrezione dell’esercente (a meno che non esista una specifica ordinanza del Sindaco che regoli la questione).

E, come tale deve essere espresso con la pubblica affissione del relativo cartello (se fatto come si deve, inserendo nello stesso anche il riferimento alla legge).

Questa indicazione, contenuta nel Regolamento regionale di igiene tipo, titolo IV punti 4,5 e 6 ristoranti, trattorie tavole calde – comma D, dovrebbe a sua volta essere recepita all’interno del regolamento di ogni Comune: Palazzo Estense ci sta ancora lavorando. Ciò significa che gli esercenti varesini che permettono l’introduzione di cani all’interno dei locali sono potenzialmente a rischio di sanzione.

«Rispetto a una richiesta di parere all’Asl di Varese – spiega , responsabile dell’unità operativa Igiene Alimenti dell’Asl di Varese- noi applichiamo la normativa europea che stabilisce che spetta all’operatore del settore alimentare, al gestore, fare una valutazione del rischio di sicurezza alimentare, in base alle dimensioni e alle caratteristiche del proprio locale e che dovrà essere inserita nel manuale di autocontrollo, per decidere se far entrare o meno i cani all’interno del bar o ristorante».

Ma, questa discrasia tra normative europea (e regionale) rispetto a quanto previsto nel regolamento comunale può essere fonte di non pochi problemi.

«Formalmente l’ormai datato regolamento comunale non è abrogato – continua la dottoressa Cremona – Questo significa che, nel momento in cui qualcuno dovesse brontolare e si dovesse creare un contenzioso, il legislatore può decidere se far riferimento al regolamento comunale o alle disposizioni europee e quindi il gestore è potenzialmente a rischio di sanzione».

L’ultima riunione tra autorità sanitaria locale, Comune, e Asl in merito a questa questione si è tenuta nel maggio del 2013. L’assessore all’Ambiente, , è consapevole che Varese ha un regolamento di Polizia Urbana «vetusto in fatto di animali».

«È proprio quello a cui stiamo lavorando come assessorato: ci stiamo infatti occupando della stesura del nuovo regolamento per la Tutela del diritto degli animali che supererà, annullando e sostituendo le parti di quello esistente di polizia urbana che si occupano di animali appunto, che risultano anacronistiche e illogiche. Il Comune di Varese non ha mai applicato l’articolo e mai e poi mai nessun amministratore si è mai neppure “sognato” di farlo».

Intanto, però, i gestori di bar e ristoranti chiedono chiarezza.

Dal bar Buosi, al Pirola, sino al “Globe”, locale a portata di due e quattro zampe, ci si dice confusi.

«È un po’ come la questione delle sigarette, elettroniche e non – spiega del Globe – O tutti possono far fumare all’interno dei propri locali, oppure la cosa viene vietata a tutti. Altrimenti, si rischia di penalizzare i gestori e stizzire i clienti».

Valeria Deste

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