«Cantù? Mai sentita» Parola di Polonara

«Non so ancora quale sarà il mio futuro, ma se arrivasse davvero Pozzecco questo sarebbe un motivo in più per rimanere a Varese». Achille Polonara ha staccato la spina solo per pochi giorni. È infatti già tornato in città per riprendere ad allenarsi in vista dell’impegno con la nazionale, convocazione che scatterà a partire dal 1° luglio.

Una grande emozione, sempre. Ricevere la chiamata è una soddisfazione. Mi sarebbe ovviamente piaciuto poter giocare il prossimo Mondiale, purtroppo però la qualificazione non è arrivata: dunque lotteremo “solo” per ottenere un posto agli Europei.

Con il cambio di ruolo di Cecco Vescovi e il passo indietro di Michele Lo Nero, ci saranno sicuramente alcune novità. È presto quindi per definire anche gli scenari che mi riguardano direttamente, dato che la società ha tempo fino a metà luglio per esercitare, nel caso volesse, l’opzione di uscita.

Sì, fino a luglio avrò anche io questa possibilità. Ma ora è davvero troppo presto per dire cosa accadrà: con la società ne discuteremo al momento opportuno.

Ho letto anch’io questa indiscrezione e non so davvero chi l’abbia messa in giro. Giuro, non c’è nulla di vero. Ho chiesto anche al mio procuratore se fosse stato realmente contattato in qualche modo da Cantù: mi ha assicurato di no.

È sempre bello sentire intorno a sé il calore della gente. In questi due anni a Varese c’è stato grande feeling con il pubblico e questo mi fa enorme piacere. A prescindere da quello che sarà il mio destino, penso che questo legame debba rimanere.

Ho amici che giocano a Capo d’Orlando e ho voluto informarmi. Conoscevo ovviamente il personaggio, ma volevo saperne di più sul Pozzecco allenatore: beh, ho avuto riscontri molto positivi. È un grande motivatore, se ci fosse lui in panchina il prossimo anno sarebbe sicuramente un motivo in più per rimanere a Varese.

La gente di Varese lo adora, per cui sarebbe un fattore di entusiasmo.

Dipende. Bisogna però considerare che spesso sono ragazzi che hanno lasciato prestissimo il loro Paese di origine, e che talvolta si trovano a dover cambiare più squadre nel corso della stessa stagione, com’è capitato per esempio quest’anno a Stoglin. Tocca ai compagni di squadra aiutarli a integrarsi: dopodiché capiscono al volo dove si trovano e come interagire con la gente.

Il pubblico di Varese si affeziona certamente anche ai protagonisti stranieri, vedi Banks, che forse però dovremo rassegnarci a perdere.

Penso abbia offerte da squadre che faranno le coppe: è quindi comprensibile che un atleta cerchi di sfruttare opportunità di questo genere.

Sorprese in questi playoff se ne sono già viste, ma Milano resta la grande favorita.

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