Capriolo ucciso per sbaglio Varese “abbuona” le multe

Capriolo ucciso per sbaglio Varese “abbuona” le multe

VARESE Il cacciatore spara per sbaglio ad un capo “non conforme”? La sanzione diventa minima. Abbatte un camoscio o un capriolo che non rientravano nel piano assegnato? L’errore viene “tollerato”. Domenica in provincia di Varese si apre la stagione venatoria 2010-2011 con un regolamento più morbido per chi sbaglia, dopo le modifiche decise da Villa Recalcati per favorire le autodenunce ed evitare le mancate segnalazioni degli anni passati.

Per le 3700 doppiette del Varesotto, quindi, via libera dal 19 settembre fino al 31 gennaio 2011. Ma senza libertà assoluta di sparare a qualsiasi animale. Anzi, da anni ai cacciatori spetta un compito di gestione della fauna selvatica e tutela dell’ambiente boschivo, con tanto di piani di abbattimento assegnati sulla base di specifici punteggi. Che sono attribuiti in base alla partecipazione a censimenti, attività di recupero ambientale o di cinta dei terreni agricoli. Ma gli errori (come il bracconaggio) sono una realtà. E allora, l’assessorato all’Agricoltura e gestione faunistica di Villa Recalcati, «a seguito delle problematiche emerse nel corso dell’ultima stagione venatoria e tenuto conto delle osservazioni pervenute sulla caccia di selezione», ha deciso di modificare tre articoli del regolamento regionale di caccia di selezione agli ungulati. Nell’articolo 14 si è rafforzato il ruolo del cacciatore – sentinella dei boschi, a cui è richiesta «specializzazione», «preparazione» e «necessaria maturità». Ma è nell’articolo 19 che arrivano le novità maggiori sulla definizione di «tolleranza» per l’abbattimento di camosci e caprioli: in pratica vengono tollerati e non assoggettati a sanzione amministrativa alcuni errori nell’abbattimento.

E poi ci sono le modifiche all’articolo 27, «motivate dall’opportunità di rendere meno penalizzanti le sanzioni collegate all’abbattimento non conforme del capo – comunica la Provincia – con l’obiettivo di non penalizzare eccessivamente l’errore fortuito commesso in buona fede, tenuto conto che l’abbattimento non conforme può sempre verificarsi». In poche parole: «Abbiamo voluto favorire l’autodenuncia degli errori da parte dei cacciatori per evitare che certi abbattimenti per errore rimangano nascosti, come avvenuto negli anni passati – spiega l’assessore provinciale alla gestione faunistica Bruno Specchiarelli – a ciascuno infatti sono assegnati specifici capi in base alla specie, l’età e al sesso. Fino ad oggi, però, in caso di errore era prevista una sanzione pesantissima, anche con la radiazione

di un paio di anni e chi abbatteva un animale per sbaglio, non solo non lo denunciava quasi mai, ma continuava a cacciare per la quota assegnata. Oggi invece chi si autodenuncerà avrà il minimo della pena e quel capo sarà decurtato dal piano di abbattimento». Con un regolamento più tollerante, però, non si rischia al contrario di incentivare le irregolarità? «Non è un regolamento più tollerante – ribatte Specchiarelli – le modifiche non sono fatte per favorire i cacciatori, ma per far emergere le auto-denunce, perché la mancata dichiarazione di un abbattimento irregolare è bracconaggio. E a Varese, la caccia è di selezione: senza predatori in natura è basata su piani di abbattimento stabiliti da studi scientifici».

Piero Orlando

e.marletta

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