«Cara Provincia ora sei come me “Piscininn, brutt e catìv”»

La novità - Oggi il nostro giornale cambia, ma la sua anima resta quella che è sempre stata

Un giornale non è mai solo un giornale. Un giornale è parole, idee, sogni e pensieri. È famiglia, litigi in redazione, discussioni e strette di mano. È orari sballati, famiglie che aspettano, idee e intuizioni. Un giornale è persone, gente, uomini e donne: quelli che lo fanno, quelli che lo amano, quelli che lo leggono, quelli che lo vendono, quelli che lo temono, quelli che

lo odiano. Persone, dunque. Nel giorno in cui viene alla luce il nuovo formato, è bello guardarsi attorno e scoprire di non essere soli: vedere chi c’è sempre stato, chi c’è e chi ci sarà. E ascoltare da tutti e ciascuno le parole che servono, ora che tremano un po’ le gambe come è giusto che sia di fronte a ogni cambiamento che si rispetti.

Voce al nostro editore, innanzitutto, che spiega quel che sarà: «Un giornale nel giornale – dice Michele Lo Nero – per essere ancora più vicini al territorio. Ogni giorno i nostri lettori troveranno un inserto diverso, scritto con la stessa passione e la stessa forza che animano le nostre pagine di sempre. Voglio fare un ringraziamento a tutti quelli che credono in questo giornale: ai lettori, innanzitutto, ma anche a tutti quelli che hanno deciso di utilizzare le nostre pagine per lanciare la loro azienda, i loro prodotti».Tra i nostri lettori più fedeli – e lo sappiamo – c’è il sindaco Attilio Fontana, anche lui al nostro fianco nella nuova avventura: «Vi auguro tutto il successo che meritate, e di riuscire a migliorare un giornale già di per sé ottimo. Mi aspetto una Provincia più piccola, più fruibile, più piacevole. E so che la troverò». Di amico in amico, ecco Rosario Rasizza: l’amministratore di Openjobmetis, al nostro fianco fin dal primo giorno. «Innovare fa bene – dice – e quindi vi faccio i miei migliori auguri: so che porterete una ventata di freschezza nel vostro mondo, che ne ha bisogno». E poi, andiamo a tuffarci nel mare meraviglioso dello sport: perché se siamo arrivati fin qui è anche merito del particolarissimo tessuto di questa città, nata e cresciuta con lo sport nelle vene. Prendiamo Edoardo Bulgheroni, per esempio: il papà dello scudetto dei Roosters, uno che di tanto in tanto chiamiamo quando abbiamo bisogno di un parere su qualsiasi argomento. «Sto andando da un amico – racconta – e gli sto portando una bottiglia di vino. E allora ecco che diventa scontato dire che nella botte piccola c’è il vino buono. Ben venga un giornale che si impegna nel rincorrere tutto ciò che è nuovo perché spesso la novità nasconde qualcosa di prezioso. Il formato “tabloid”, poi, mi piace: si avvicina alla grandezza di un tablet e può essere comodamente letto in metropolitana, sul treno, in aereo senza essere costretto a chiedere permesso a chi è seduto di fianco, dietro e davanti».

La novità piace anche a Enzo Rosa, uno dei fondatori del Varese Calcio: «Voi siete gli unici che non hanno paura dei cambiamenti, anzi: di fronte ai cambiamenti vi esaltate. Siete un giornale di frontiera e siete lontani anni luce dall’immagine del giornalista che sta seduto davanti al suo pc e ingrassa». Chiudiamo con Gianmarco Pozzecco, perché è il Poz e perché nel nostro storico primo numero c’era un suo articolo. «Piccolo è bello, e se lo dico io dovete credermi, Ho passato una vita a sentirmi un nano tra i giganti in uno sport razzista verso i bassi come il basket. Io del mio 1 metro e 80 ho fatto una bandiera, un vanto, un modo di essere. I giornali nel formato più piccolo mi piacciono: a Formentera sono tutti così, pure le edizioni di Corriere e Repubblica che inviano, sono più piccole di quelle che si trovano da noi. Mi piacerà la nuova Provincia: come dicevano di me quando giocavo a Varese: “piscininn, brut e catìv”».