VARESE – Il caro carburanti non si ferma alla stazione di servizio. Per le aziende agricole rappresenta una voce di spesa che coinvolge diverse fasi dell’attività, dalla produzione alla distribuzione. A evidenziarlo è Coldiretti Varese, che richiama i dati nazionali relativi ai primi sette mesi del 2026: rispetto all’inizio dell’anno, gli aumenti hanno superato il 20%. Il dato provinciale alla pompa dovrà invece essere verificato e aggiornato tramite l’Osservaprezzi carburanti del Ministero.
Gasolio e benzina servono per i trattori, le falciatrici e i mezzi utilizzati per trasportare animali e foraggio. Ma anche per furgoni refrigerati, consegne e spostamenti verso i mercati. Il peso della voce cresce nelle zone collinari e nelle valli, dove distanze e frammentazione delle aziende comportano più trasferimenti.
«Ogni aumento entra in più fasi del lavoro agricolo», sottolinea Pietro Luca Colombo. Il rincaro riguarda anche mangimi, imballaggi, manutenzioni, materiali e distribuzione. Per le imprese non è possibile trasferire automaticamente questi costi sui prezzi riconosciuti ai produttori.
Per i mezzi agricoli, inoltre, i consumi possono raggiungere decine di litri in una sola giornata. «Per i prodotti freschi e deperibili trasporti e consegne non possono essere rinviati», osserva Luciano Salvadori. Vendita diretta, mercati di Campagna Amica e agriturismi possono ridurre i passaggi intermedi, senza però eliminare i costi logistici.













