Roma, 12 mag. (Apcom) – Torna a riunirsi oggi la Commissione Giustizia alla Camera sul cosiddetto disegno di legge “svuotacarceri”. Ma intanto ol ministro dell’Interno Roberto Maroni si è detto “soddisfatto” per i miglioramenti apportati al testo pur sperando che “continuerà ad essere migliorato prima della sua apparizione definitiva”. Di fatto, il decreto inviso alla Lega ieri ha cambiato volto: il governo praticamente lo ha riscritto in toto presentando tre emendamenti in commissione che cancellano l’automatismo per cui ai detenuti a cui resta un anno di pena era concesso di scontarla a domicilio. Se potranno uscire dal carcere lo deciderà il magistrato di sorveglianza.
E’ stato invece stralciato l’articolo che prevedeva la sospensione della detenzione con la messa alla prova presso i servizi sociali, contro si è espressa solo la deputata radicale eletta nel Pd Rita Bernardini.
Gli emendamenti del governo prevedono anche che “nel caso di condannato tossicodipendente o alcoldipendente sottoposto a un programma di recupero o che ad esso intenda sottoporsi” la pena residua – sempre se inferiore a un anno – “può essere eseguita presso una struttura pubblica o una struttura privata”.
Inoltre, secondo il nuovo testo dell’esecutivo, diventa circostanza aggravante “l’aver commesso un delitto non colposo durante il periodo” in cui il detenuto “era ammesso a una pena alternativa” al carcere: le pene sono aumentate di un terzo.
Il governo prevede anche che “l’adeguamento dell’organico del corpo di polizia penitenziaria occorrente per fronteggiare la situazione emergenziale in atto” e prevede “disposizioni per abbreviare i corsi di formazione iniziale degli agenti del corpo di polizia penitenziaria”.
Si dichiara soddisfatto il Pdl. Esulta il leghista Matteo Brigandì: “Finalmente non si parla più sic et simpliciter di prendere i detenuti e portarli a casa. Ora bisognerà fare i conti con l’oste e l’oste in questo caso sono i magistrati”. E il testo riscritto dal governo piace anche al Pd che ha votato pure a favore dello stralcio della messa alla prova.
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