MILANO Il cardinale Gianfranco Ravasi sottolinea l’importanza di «fare conoscere la Bibbia anche utilizzando gli strumenti comunicativi dei giovani come Twitter e i siti Internet. Attraverso una frase o una parola dominante in un brano, come carità, amore, dolore, perdono, s’invoglia a leggere – ha detto in un’intervista al settimanale «Oggi» – tutto il passo. Per questo di recente ho organizzato a Roma, in Vaticano, un incontro con i blogger, da tutto il mondo».Ravasi, che guida il Pontificio Consiglio della Cultura, la Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, ha aggiunto: «Leggere la Bibbia ha senso soprattutto oggi, anche per
un non credente. Viviamo in tempi di superficialità, approssimazione e, quel che è peggio, d’indifferenza, la grande malattia trionfante odierna. La Bibbia è la stella polare della nostra cultura».«Un grande testo etico ma anche estetico, perché è scritto benissimo. Ci sono le vicissitudini dell’uomo, l’amore, la guerra, la fratellanza, la poesie, il riso e le lacrime. Noi possiamo non osservarne gli insegnamenti, ma ci indica un senso, una storia. Aiuta a diradare la nebbia in cui viviamo». Alla richiesta di commentare le voci che lo vogliono candidato a succedere a Tettamanzi a Milano, Ravasi ha risposto: «Il Papa non ha ancora espresso la sua decisione, si saprà presto».
a.cavalcanti
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