Carmine Pallino: «Indaghiamo sul Molina e molto altro»

Il commissario straordinario commenta il ricorso al Tar di Campiotti e altri quattro ex membri del cda

Caso Molina: l’ex presidente Christian Campiotti fa ricorso al Tar dopo il commissariamento. Il commissario straordinario nominato dopo la rimozione del cda sentenzia: «non solo il prestito obbligazionario a Rete55. Stiamo indagando anche su altro».

Il commissario della Fondazione Molina, Carmine Pallino, interviene sulla vicenda del ricorso al tar intentato da 4 ex membri del cda contro la loro rimozione decisa a novembre dalla Regione Lombardia. In una nota ufficiale, il commissario afferma che «si continua a lavorare per le attività da svolgere nell’ambito di cui si stanno rilevando fatti ritenuti degni di ulteriore e serio approfondimento e che saranno resi noti nei tempi e nei modi previsti alle autorità preposte». Pallino tuttavia scrive una frase che appare significativa: «Vi posso anticipare che i rilievi mossi non riguardano solo la ben nota vicenda di taluni prestiti obbligazionari sottoscritti».

La nota del commissario straordinario colpisce per almeno due motivi: il primo è che da queste parole si capisce che, nella sua ricognizione, Pallino ha trovato anche altre problematiche oltre a quelle finora emerse sulla stampa. La seconda è che il commissario, nella nota, usa il plurale, non parla cioè di un prestito obbligazionario solo, ma di «alcuni prestiti obbligazionari».

«In merito al contenzioso – specifica inoltre Pallino – essendo l’azione rivolta anche contro la Fondazione Paolo e Tito Molina onlus, questa interverrà nelle sedi competenti anche con riferimento a quello che i legali di controparte definiscono gestione virtuosa della presidenza Campiotti».

Il primo febbraio Pallino parlerà davanti alla commissione conoscitiva del consiglio regionale ed esporrà «i risultati della ricognizione interna». Il primo febbraio sarà dunque il giorno decisivo per capire che cosa sia accaduto alla Fondazione Molina dal 2015 a oggi.

Il commissario straordinario è stato infatti convocato a Milano, per una audizione nella commissione conoscitiva del consiglio regionale, a cui riferirà tutto ciò che ha finora accertato sulla gestione precedente. Il commercialista nominato da Roberto Maroni, dopo la revoca del cda guidato da Christian Campiotti nominato nel 2015 dall’allora sindaco Attilio Fontana, sta completando, in questi giorni, la ricognizione di tutte le operazioni finanziarie delle gestione precedente. Com’è noto l’indagine amministrativa della Ats ha determinato la revoca del vecchio cda della Fondazione.

Il consiglio regionale ha istituito una commissione di indagine conoscitiva da qualche settimana, mentre la Ats dovrebbe aver terminato la sua indagine interna. Il caso Molina era esploso nel luglio 2016. Molti esponenti politici, a cominciare da Raffaele Cattaneo, avevano sollevato dubbi e perplessità su un prestito obbligazionario da 450mila euro emesso dalla Fondazione a una società derivata di Rete55, storica Tv varesina, di proprietà di imprenditori vicini a Lega Civica, forza politica di cui Campiotti è espressione.