“Caro Varese, la maglia rosa si prende all’ultima giornata”

“Caro Varese, la maglia rosa si prende all’ultima giornata”

di Stefano Affolti

Con qualche chilo in più sarebbe perfetto, ma anche così va benissimo. Fa la sua figura Peo Maroso in versione Babbo Natale: gli donano i colori dell’abito, altro che Coca Cola. Ha la saggezza per dispensare pensieri non banali a tutto l’ambiente biancorosso: sentiamolo.Leviamoci subito il pensiero: quanto carbone tiene sulla slitta?Poco, molto poco.Basta per Urbano Cairo?Lasciamo stare: noi granata abbiamo una fantasia unica, riusciamo sempre a trovare modi diversi per soffrire. Ci consoliamo con gli stenti della Juve, ma in fondo non è poi ‘sta gran goduria. Spero in Beretta.È l’uomo giusto per il Toro?Sì: magari alla fine non riuscirà a centrare subito la promozione, però sono convinto che rimetterà in sesto la squadra. È un ragazzo serio, modesto, lavoratore. In carriera ha avuto alti e bassi, però dovunque è andato ha lasciato ottimi ricordi, Varese compresa: un motivo ci sarà.Da più di vent’anni a Masnago non vivevamo un Natale così, alla fine di un anno strepitoso.È un bel momento e piace a tutti, però guai a cullarci: il campionato comincia adesso, col girone di ritorno. Finora non abbiamo fatto niente. Siamo al Giro d’Italia, bisogna prendere la maglia rosa l’ultimo giorno: vincere le tappe e indossarla prima non conta niente. Ho letto le parole di Luca Sogliano, sottoscrivo anche le virgole.Via, non faccia lo scostante Scrooge di Dickens.Non è cattiveria: Luca ha ragione quando arringa l’ambiente per tenere tutti coi piedi per terra. Voltarsi indietro e rileggere i grandi risultati ottenuti è il modo migliore per farsi del male. Nonostante la classifica ottima, e il conseguente entusiasmo a palla, la partita più importante è la prossima: se si dimentica l’umiltà la si perde, e col Como non sia mai.Restando umili, invece, dove si arriva?Intanto ai 44 punti della salvezza: da lì in poi, giocando con lo stesso ardore, tutto sarà possibile.Sannino aveva detto 42…Poi si è corretto ed è salito a 43. Io ci aggiungo ancora qualcosina, perché ne ho viste tante e non mi fido.A Perugia si poteva giocare?Da quel che leggo e sento, gli umbri hanno un po’ speculato con quattro fiocchi di neve. Se ci tieni, su cinquemila spettatori trovi cento persone che spalano e risolvi il problema: altrimenti significa che non vuoi giocare. Mi spiace soprattutto per i nostri splendidi tifosi, sono andati lì per niente.Ai suoi tempi……si giocava sempre e comunque, senza tante moine. Ricordo un Varese-Milan disputato con un muro di neve attorno al campo, un Varese-Bologna regolare anche se ci sentivamo in Siberia. Nella mia lunga carriera, da giocatore e da allenatore, mai saltata una partita per neve: si stava meglio quando si stava peggio.A Natale siamo tutti più buoni, quindi lei può parlare dei singoli. Questo Varese è Ebagua-dipendente?No. Giulio è un punto di riferimento eccezionale per temperamento, capacità di far salire la squadra e di trascinare i compagni. Però da solo non vincerebbe niente: è solo la ciliegina sulla torta. Sarebbe un grave errore

pensare che senza di lui gli altri sbandino, sarebbe ancora più grave se succedesse davvero. Del Sante, per dirne uno, l’anno scorso è stato un’iradiddio.Eh, ma quest’anno non segna più: è vera crisi?Un attaccante vive di gol: se non ne fa perde fiducia, e magari anche il posto, se poi gioca meno soffre due volte. Stefano è un ragazzo sensibile: tutto l’ambiente deve aiutarlo e coccolarlo, senza fargli pesare l’inutile confronto con Ebagua.A gennaio prenderebbe un attaccante che la butta dentro e chiude le partite?Il reparto, così com’è, è assolutamente all’altezza della categoria. Se Del Sante si sblocca, e io dico che si sblocca, vedrà quante partite chiuderemo. Basterà un episodio per cambiare la storia.Si parla di una punta, un centrocampista d’esperienza per tamponare la lunga assenza di Corti, un difensore: lei cosa farebbe al mercatino invernale?Niente. La squadra sta andando bene, non vedo perché ritoccarla: un attimo di distrazione e rompi il giocattolo.Ad esempio perché Ebagua ha richieste dalla B: fosse in lui ci andrebbe subito?Deve fare quello che si sente. Se è pronto? Sì e no: tecnicamente non si discute, però tra i cadetti contano tanti altri fattori. Giulio comunque è abituato a smentire le cassandre: quand’era a Casale in D, e giocava in difesa, gli dicevano che non sarebbe mai salito manco in C2. Invece eccolo qua, pur in un altro ruolo. Sa cosa le dico? Ebagua deve ancora esplorare il suo limite, e potrebbe anche toccarlo con la maglia del Varese.Sannino dice che Bernardini è da serie B.Gran parte di questo gruppo, prima o poi, sarà maturo per giocare in categorie superiori. Siamo tornati al tempo in cui chi decollava da qui dimostrava di saper volare in cieli importanti. Guardate Grossi, Luoni, Lepore, Gabionetta: sono partiti al momento giusto e hanno trovato l’ambiente adatto.A proposito di momenti. Perché a Monza e a Cremona il Varese è crollato in pochi minuti dopo aver dominato?Come tutte le migliori famiglie ha i suoi giorni down: succede. L’importante è che non si ripeta troppo spesso: i giocatori facciano un esamino di coscienza, ormai dovrebbero sapere cosa non bisogna fare in quei frangenti.Proprio a Cremona Riccardo Sogliano è tornato in tribuna. È passata la nottata?È stato coerente come sempre: aveva detto che non sarebbe più venuto a Masnago, infatti è andato in trasferta. Credetemi, Ricky soffre ancora per certe faccende. Come me.E magari s’incazza vedendo che il Politecnico conferma oggi ciò lui che diceva cinque anni fa, bistrattato dal Palazzo.Di stadio non parlo più: provo la stessa rabbia di un giocatore considerato scarso che alla fine viene chiamato in nazionale.Faccia un augurio al mondo biancorosso.Tanta serenità a squadra, dirigenti e tifosi. Che nel 2010 ci siano meno tensioni e meno cattiverie gratuite, dentro e fuori dal campo. Non è una banalità: serve più rispetto tra le persone.Prima di andare mi lasci sbirciare nel sacco: cosa contiene quello strano pacchetto?Una bazzecola: vent’anni in meno per Peo Maroso.

a.confalonieri

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