VARESE Se avete ricevuto un sollecito da parte dell’Inps per una questione che riguarda la seconda metà degli anni ’90 non preoccupatevi: è stato un errore.L’ente previdenziale se ne assume le responsabilità e se ne scusa. Diverse decine di varesini nei giorni scorsi si sono visti recapitare a casa, con tanto di raccomandata, un sollecito da parte dell’Inps di Varese per la consegna di alcuni documenti relativi a periodi di malattia risalenti al periodo compreso tra il 1996 e il 1998. Malattie legate a infortuni o incidenti avvenuti quindici anni fa e riguardo ai quali ogni pretesa, giusta o sbagliata che sia, è ormai prescritta da anni. Giustificato dunque lo stupore e
la preoccupazione dei cittadini che si sono visti richiedere tali documenti, probabilmente smarriti o dimenticati in qualche scatolone in soffitta. In molti si sono rivolti direttamente all’Inps per protestare e chiedere chiarimenti, tanto da spingere il direttore regionale dell’ente, Giuliano Quattrone, a spiegare l’accaduto. I solleciti in questione sarebbero partiti in automatico «a causa di un disguido informatico», afferma il dirigente invitando i destinatari di tali comunicazioni a non considerare quanto richiesto e aggiungendo le scuse dell’ente per il disagio arrecato.Intanto però la vicenda ha creato scalpore, ed è stata accostata ad altri «disguidi» simili che hanno generato un moto di protesta contro «le cartelle pazze» in circolazione tra Varese e provincia.
s.bartolini
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